Passo Gavia oggi – Un camion, proveniente dalla Bulgaria e diretto in Valtellina, è rimasto incastrato ieri lungo la Strada Statale 300 del Gavia dopo essere stato indirizzato erroneamente dal navigatore.
Il mezzo pesante, che stava viaggiando sulla Statale 42 del Tonale, ha imboccato la strada del Gavia, un percorso non adatto ai tir, fino a bloccarsi al primo tornante sopra Sant’Apollonia.
Quando si è reso conto di non poter più proseguire né effettuare una manovra per invertire la marcia, il conducente ha immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il servizio di soccorso ACI, i cui tecnici hanno lavorato per diverse ore per liberare il mezzo e ripristinare la viabilità .
A complicare ulteriormente le operazioni è stata anche la foratura della gomma posteriore sinistra del camion, avvenuta durante la salita verso il passo.
L’incidente ha provocato la chiusura della Statale 300 del Gavia per quasi quattro ore, con inevitabili disagi alla circolazione.
Solo alle 20:30, una volta completata la rimozione del tir e concluse le operazioni di messa in sicurezza della carreggiata, la strada è stata riaperta al traffico.
Divieto di transito per autobus e mezzi di peso superiore a 3,5 t. e ai veicoli appartenenti alla categoria camper/caravan.
Passo Gavia oggi
Il passo di Gavia (2.618 m s.l.m.) è un valico alpino delle Alpi Retiche meridionali, posto ai margini sud-occidentali del gruppo dell’Ortles-Cevedale (Gruppo Sobretta-Gavia), che mette in comunicazione la Val di Gavia (tributaria della Valfurva – Valtellina) e l’alta Val Camonica (valle delle Messi), segnando il confine amministrativo fra le province di Sondrio e Brescia.
Già noto in epoca medievale, il valico faceva parte delle perigliose rotte commerciali alpine della Repubblica di Venezia e metteva in comunicazione con Germania, Tirolo, Austria attraverso la via Imperiale di Alemagna. Un tempo il tragitto era percorso in qualsiasi stagione, tra mille pericoli e rischi, come i repentini cambiamenti meteorologici, la nebbia fitta, le bufere di neve e le slavine, al punto da essere soprannominato “Passo della Testa del Morto”.









