Giovedì 09 dicembre 2021

L’Unità Spinale di Sondalo vista da un paziente e atleta paralimpico

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Mi chiamo Luca Chiarini e sono affetto da tetraplegia (c4-c5).
Come tutti i pazienti affetti da lesione midollare necessito di periodici controlli di routine, più eventuali cure per problemi acuti.
Il mio centro di riferimento è l’Unità Spinale di Sondalo, presso la stessa struttura vengo anche seguito per la messa a punto degli ausili per la mia attività sportiva in quanto atleta paralimpico di tennistavolo.
Purtroppo, da oltre un anno, quando mi metto in contatto con i medici della struttura, ricevo come risposta che non possono soddisfare la mia richiesta di ricovero per mancanza di posti letto (il numero di posti letto è stato ridotto durante l’emergenza Covid e non ancora ripristinato).
Potenziate il Morelli, c’è più gente di quanta pensate che lo ama e l’unità spinale unipolare deve tornare operativa come pre-covid. Magari allestire anche un’ altro piano.
Il Morelli è una famiglia, da chi lo tiene in ordine e pulito a chi opera i pazienti, dai terapisti agli infermieri, ai terapisti e Oss.
Hanno parlato tanti professionisti di questi problemi negli ultimi anni, con gli occhi lucidi per cercare una via giusta e adeguata per la sanità montana, mentre politici incompetenti e superficiali, non hanno un’idea di ciò che dicono trascinati da un sistema fatto solo di interessi economici.
Eccellenza sei Ospedale Morelli Sondalo e tale devi tornare al più presto, perché negare il diritto alla sanità significa uccidere le persone.
Abito in Romagna e non mi sparo 500 km perché sono scemo, ma me li faccio tutti sorridendo perché anche se nei guai, so che al Morelli mi cureranno come Dio comanda, e come tutti se non erro, ne abbiamo diritto.
Il Morelli ha sulle spalle 80 anni di storia, di muri che hanno visto di tutto, ma di cosa stiamo parlando?
Io sono solo un paziente, ma per l’Ospedale Morelli Padiglione 5 dove si trova l’unità spinale unipolare più bella del mondo vado anche in guerra in carrozzina se serve, perché l’unica parola che mi passa dal cervello è “grazie Morelli”.
La presente per segnalare come questa situazione risulta veramente problematica per noi pazienti affetti da mielolesione.
Facebook.com/luca.buranda

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