Confronto tra le principali tipologie di stufe elettriche: vantaggi, consumi e consigli pratici per scegliere il modello più efficiente.
Con la stagione fredda, la scelta della giusta stufa elettrica diventa cruciale per garantire comfort termico e contenere i costi energetici. Il mercato oggi offre molteplici soluzioni, dalle stufe elettriche tradizionali a quelle alogene, al quarzo o a raggi infrarossi, ciascuna con caratteristiche specifiche per diversi utilizzi e consumi. Analizziamo le principali tipologie e le novità sul risparmio energetico per orientarsi al meglio.
Le diverse tipologie di stufe elettriche e le loro caratteristiche
Le stufe elettriche si suddividono in quattro categorie principali: a resistenza, alogena, al quarzo e a raggi infrarossi. Le prime, note anche come termoconvettori o termoventilatori, riscaldano l’ambiente tramite una resistenza metallica o ceramica che genera calore diffuso da una ventola. Sono ideali per spazi di ampia metratura e riscaldano rapidamente, ma il loro consumo energetico è elevato, fino a 2 kW/h.
Le stufe al quarzo utilizzano tubi riscaldanti simili alle lampade al neon, con filamenti interni che producono calore efficiente grazie all’involucro in quarzo. Questi apparecchi sono più indicati per ambienti piccoli, poiché il calore si diffonde meno rispetto alle stufe tradizionali.
Le stufe alogene, invece, sfruttano lampade contenenti gas come iodio, kripton o xeno, che consentono ai filamenti di raggiungere temperature molto elevate, fino a 3000°C, producendo calore principalmente per irraggiamento. Questo sistema riduce i consumi energetici rispetto alle stufe tradizionali perché non riscalda l’aria ma direttamente le superfici. Sono particolarmente adatte per riscaldare rapidamente piccoli ambienti come bagni o uffici, e sono apprezzate per la leggerezza e la facilità di trasporto.

Guida alla scelta della stufa – valtellinamobile.it
Infine, le stufe a raggi infrarossi riscaldano gli oggetti e le persone direttamente tramite onde elettromagnetiche, evitando lo spreco di energia nel riscaldare l’aria. Questo le rende ideali in situazioni di permanenza prolungata vicino all’apparecchio, come durante il lavoro alla scrivania o un pasto. Tuttavia, non sono adatte a mantenere caldi ambienti ampi o a riscaldamento continuo.
Se in passato il consumo delle stufe elettriche rappresentava un limite importante, oggi sono disponibili modelli a basso consumo che consentono un buon equilibrio tra comfort e spesa. Le stufe alogene e al quarzo consumano mediamente intorno a 800 W/h, meno della metà rispetto ai 2000 W/h delle stufe tradizionali. Le versioni “oscillanti” di queste stufe migliorano la diffusione del calore in tutta la stanza, ottimizzando l’efficienza.
Un esempio pratico: una stufa alogena da 400 watt, accesa per un’ora, consuma circa 0,4 kWh, con una spesa di circa 8 centesimi considerando un costo medio dell’energia elettrica pari a 0,20 €/kWh. Questo dato smentisce il pregiudizio che tutte le stufe elettriche siano necessariamente dispendiose.
Inoltre, la tecnologia ha fatto passi avanti nel miglioramento della sicurezza. Oggi le stufe sono quasi tutte dotate di sistemi di spegnimento automatico, timer programmabili e protezioni contro il surriscaldamento e le cadute, rendendole più affidabili e sicure anche in presenza di bambini o animali domestici.
Suggerimenti per l’acquisto e l’utilizzo consapevole
La scelta della stufa ideale dipende dalle specifiche esigenze di riscaldamento, dalle dimensioni dell’ambiente e dai tempi di utilizzo. Le stufe elettriche sono particolarmente indicate come supporto al riscaldamento principale o per ambienti di piccole dimensioni dove si richiede un riscaldamento rapido e temporaneo, come bagni o uffici domestici.
Per ottimizzare i consumi è fondamentale preferire modelli con valvole di regolazione del voltaggio e funzioni di accensione e spegnimento automatiche. Impostare un timer consente, per esempio, di spegnere la stufa poco dopo essersi addormentati o di accenderla poco prima del risveglio, evitando inutili sprechi di energia.
Infine, un’attenta scelta del fornitore di energia elettrica può fare la differenza. Sistemi tariffari flessibili, come le cariche mensili proposte da alcune società di energia, permettono di monitorare e controllare i consumi reali, riducendo i costi in bolletta e garantendo trasparenza nelle tariffe.

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