Il mercato iGaming italiano nel 2026 — rinnovo delle licenze e consolidamento
A mezzanotte del 13 novembre 2025 il mercato italiano del gioco a distanza ha cambiato volto. Sono entrati in vigore i nuovi atti di concessione previsti dal Decreto Legislativo 25 marzo 2024 n. 41 e 46 operatori titolari di 52 concessioni hanno cominciato a operare sotto un regime completamente diverso. Sei mesi dopo, a metà maggio 2026, il quadro è quello di un mercato più piccolo, più concentrato e con regole molto più stringenti: circa il 45% dei marchi attivi prima della riforma è uscito, oltre 350 siti skin sono stati chiusi, e i primi tre gruppi controllano oggi più di metà della spesa complessiva.
La riforma del 2024 e l’aggiudicazione del 2025
Il riordino voluto dal Decreto Legislativo 41/2024 ha riscritto la disciplina del gioco a distanza, con bando in Gazzetta UE e termine per le offerte al 31 maggio 2025. Il 24 luglio l’ADM ha pubblicato l’elenco dei 46 candidati ammessi, il 17 settembre la determina ha reso definitivo l’esito. I ricorsi al TAR Lazio e al Consiglio di Stato — fra cui Plivio S.r.l. e Sogno di Tolosa Ltd, rigettato il 17 ottobre — non hanno modificato il quadro. Il costo della concessione, 7 milioni di euro, è versato in due tranche: 4 milioni all’aggiudicazione e 3 milioni prima dell’attivazione. L’incasso per il Ministero dell’Economia, ad aprile 2026, ha raggiunto 364 milioni di euro.
Cosa cambia rispetto al regime precedente
Il salto di costo, di durata e di obblighi rispetto alle vecchie regole è dell’ordine di grandezza. I parametri chiave a confronto:
| Parametro | Regime precedente (2018) | Nuovo regime (2025–2034) |
| Fee della licenza | €200.000 | €7.000.000 (€4M + €3M) |
| Durata | Variabile, con proroghe tecniche | 9 anni non rinnovabili |
| Canone annuo | Aliquote variabili | 3% del margine netto |
| Modello skin / white-label | Consentito | Vietato: un sito per concessione |
| Numero di concessioni attive | Oltre 80 marchi | 52 concessioni, 46 operatori |
Una fee 35 volte più alta e il divieto del modello skin — che storicamente permetteva a un solo concessionario di operare con decine di marchi — hanno alzato la barriera all’ingresso. Il limite di cinque concessioni per gruppo è un correttivo parziale che non ha impedito la dinamica oligopolistica osservata nei mesi successivi.
I 46 vincitori e il consolidamento dell’offerta
L’elenco contiene operatori storici italiani, gruppi internazionali quotati e marchi recenti: Lottomatica, Sisal, Snaitech, Eurobet, Goldbet, Betflag fra i nomi noti, Sportbet, ElaBet, DAZNBet, Marathonbet e Gioca7 fra i nuovi ingressi 2025–2026.
La scelta del concessionario è oggi un atto più consapevole. I 46 operatori ADM espongono il numero di concessione nel footer, verificabile su ADM.gov.it, e operano sotto vincoli uniformi su antiriciclaggio, autoesclusione, limiti di gioco e protezione dei minori. Accanto a questo perimetro esiste poi un’offerta più ampia di siti accessibili dall’Italia — fra cui casino online winnita, un esempio di piattaforma con interfaccia in italiano e supporto all’euro. La differenza si è spostata sul catalogo, sui bonus e sull’esperienza d’uso.
Le mosse societarie del 2024 e 2025
La transizione è stata accompagnata da intense fusioni e acquisizioni:
- Flutter Entertainment ha acquisito Sisal nel 2022 per circa 2 miliardi di euro.
- Lottomatica ha rilevato SKS365 per 639 milioni nel primo semestre 2024.
- Flutter ha completato l’acquisizione di Snaitech per 2,3 miliardi nel 2025.
- Nell’agosto 2025 HBG Online Gaming ha acquisito Giocondabet.
- All’avvio del nuovo regime sono confluiti i parchi clienti degli operatori usciti: Betway in Lottomatica, Unibet in Codere, Betaland in Vittoria Bet.
Secondo Blask (febbraio 2026), Lottomatica, Flutter, Entain, Betsson e bet365 controllavano già il 75,7% dell’indice complessivo di fine 2025; Lottomatica e Flutter da sole rappresentavano circa il 55%. La quota offshore, oltre il 20% nel 2019, è oggi intorno al 2%.
La proroga tecnica al 13 novembre 2026
Un nodo emerso nei primi mesi del 2026 ha riguardato i tempi di certificazione del nuovo “Sistema del concessionario”. Il termine originariamente fissato al 13 maggio 2026 si è rivelato troppo stretto: al 23 febbraio risultavano depositate pochissime istanze presso gli Organismi di Verifica, e l’ADM ha disposto una proroga inderogabile al 13 novembre 2026, solo per gli aspetti tecnici. Restano in vigore dal 13 maggio gli altri obblighi: sito con dominio nazionale gestito dal concessionario, identificazione tramite documento o identità digitale di livello 2 (SPID, CIE), autolimitazione, autoesclusione, gioco responsabile (articolo 20, comma 3).
Cosa significa per i prossimi nove anni
Il mercato italiano del gioco online è il più grande dell’Europa continentale, quasi il doppio di quello tedesco e due volte e mezza quello francese secondo CEB 2025. A novembre 2025 la spesa mensile per il casinò online ha toccato 277,2 milioni di euro, con una raccolta oltre i 6,6 miliardi; il GGR del comparto online nel 2025 si è attestato sui 4,76 miliardi (+8% sull’anno precedente). Le proiezioni a nove anni stimano una raccolta cumulata per casinò, poker e bingo intorno agli 885 miliardi. La partita si giocherà sui margini di efficienza e sulla capacità dei nuovi entranti di ritagliarsi quote dove i primi tre concentrano già oltre la metà della spesa. Per il settore si apre un ciclo di stabilità normativa lunga; per il giocatore, un panorama meno affollato ma più garantito.















