Curiosità

I gettoni telefonici italiani che valgono di più: le quotazioni aggiornate

gettoni telefonici

Gettoni telefonici più rari: quali valgono davvero di più nel mercato del collezionismo?

Per milioni di italiani rappresentano un ricordo del passato, un piccolo oggetto metallico che per decenni ha permesso di telefonare dalle cabine pubbliche. Oggi, però, i gettoni telefonici sono diventati molto più di un semplice cimelio nostalgico: alcuni esemplari sono infatti ricercati dai collezionisti e possono raggiungere quotazioni decisamente interessanti. Sebbene la maggior parte dei gettoni comuni abbia un valore piuttosto modesto, esistono alcune versioni rare, caratterizzate da specifiche date di conio, produttori, tirature limitate o errori di fabbricazione, che possono valere decine o addirittura centinaia di euro.

Il primo aspetto da conoscere riguarda proprio il sistema di identificazione dei gettoni. I modelli italiani prodotti dal 1959 in poi riportano generalmente una sigla composta da quattro cifre, come ad esempio 7805, 7607 o 7110. Molti pensano che queste cifre rappresentino un codice casuale, ma in realtà indicano l’anno e il mese di produzione. Ad esempio, il codice 7805 identifica un gettone coniato nel maggio del 1978, mentre 7607 corrisponde al luglio del 1976. Questo dettaglio è fondamentale perché alcune annate risultano decisamente più ricercate rispetto ad altre.

Un altro elemento che incide notevolmente sul prezzo è il produttore. Nel corso della loro storia i gettoni sono stati realizzati da diverse aziende, tra cui STIPEL, TETI, ESM, IPM, UT e CMM. Alcune produzioni sono decisamente meno comuni e, proprio per questo motivo, attirano maggiormente l’interesse dei collezionisti. Ancora più ricercati risultano i primi gettoni realizzati dalla STIPEL nel 1927, considerati i pionieri della telefonia pubblica italiana. Pur non raggiungendo normalmente cifre astronomiche, questi esemplari possono superare tranquillamente gli 80 euro se conservati in condizioni eccellenti, mentre le varianti più rare e perfettamente conservate possono ottenere valutazioni ancora superiori durante aste specializzate.

Naturalmente la rarità non basta. Come avviene per le monete e le banconote da collezione, anche nei gettoni telefonici lo stato di conservazione rappresenta uno dei fattori più importanti. Un gettone consumato, graffiato o ossidato perde gran parte del proprio valore commerciale, mentre un esemplare classificato Fior di Conio (FDC) o comunque privo di usura può valere anche diverse volte di più rispetto allo stesso gettone in condizioni mediocri. Per questo motivo è sempre consigliabile evitare qualsiasi tipo di pulizia aggressiva: utilizzare prodotti abrasivi o lucidanti potrebbe compromettere definitivamente la superficie originale e ridurre sensibilmente il valore dell’oggetto.

Molti collezionisti prestano inoltre particolare attenzione ai cosiddetti errori di conio. Si tratta di difetti di fabbricazione, scritte incomplete, allineamenti anomali, scanalature difettose o altre imperfezioni nate durante la produzione. Pur essendo eventi piuttosto rari, questi esemplari possono moltiplicare il loro valore, poiché risultano unici o comunque prodotti in quantità estremamente limitate. Anche alcune varianti realizzate per particolari compagnie telefoniche locali sono oggi molto ricercate dagli appassionati.

Gettoni telefonici

È importante precisare che sul web circolano spesso notizie sensazionalistiche che parlano di gettoni venduti per migliaia di euro. Nella realtà del mercato collezionistico questi casi sono estremamente rari. La maggior parte dei gettoni reperibili nelle case degli italiani vale generalmente tra 1 e 5 euro, mentre soltanto alcune sigle particolari raggiungono quotazioni comprese tra 20 e 70 euro, salvo eccezioni legate a errori di conio, rarità documentate o conservazione eccezionale. Per questo motivo, prima di vendere un vecchio gettone trovato in un cassetto, è sempre opportuno verificarne attentamente codice, produttore e condizioni.

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