Divieto camini Valtellina – Divieto di utilizzo di camini e stufe a legna: cosa cambia in Valtellina
Con l’arrivo dell’inverno, in Valtellina e Valchiavenna torna l’utilizzo di camini, stufe a legna e impianti a pellet. Tuttavia, la normativa della Regione Lombardia prevede limitazioni per ridurre le emissioni inquinanti, con sanzioni che possono arrivare fino a 5.000 euro.
Il divieto non riguarda indistintamente tutti gli apparecchi. Dal 1° gennaio 2020 è generalmente vietato utilizzare generatori a biomassa legnosa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle, salvo specifiche esclusioni. Gli impianti esistenti a 3 stelle possono invece continuare a funzionare, purché rispettino le disposizioni applicabili e non siano soggetti a ulteriori restrizioni temporanee.
Le regole valgono anche nei Comuni montani della provincia di Sondrio. Abitare a Bormio, Livigno, Tirano, Morbegno o Chiavenna non comporta automaticamente un’esenzione. La possibilità di utilizzare un camino dipende dalla classe ambientale, dalla potenza, dalla tipologia di impianto e dall’effettivo utilizzo.
Esclusioni e deroghe: quando si può ancora accendere il camino
La normativa lombarda contempla alcune esclusioni dall’obbligo di disattivazione, particolarmente importanti per le abitazioni tradizionali della Valtellina.
Sanzioni per camini in Valtellina: multe fino a 5.000 euro nel 2026
Una delle principali riguarda i caminetti e gli impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, anziché per il riscaldamento abituale. Un camino acceso occasionalmente per creare atmosfera può quindi rientrare nell’esclusione, mentre un apparecchio utilizzato quotidianamente per riscaldare l’abitazione non beneficia automaticamente della stessa possibilità .
Sono inoltre previste particolari disposizioni per impianti storici collocati in edifici sottoposti a tutela e per determinate stufe ad accumulo costruite direttamente sul posto, purché siano rispettati i requisiti tecnici richiesti.
Attenzione però alle vecchie deroghe: alcune possibilità di utilizzo degli impianti non conformi sono scadute il 15 ottobre 2024. In particolare, disporre di una stufa come unica fonte di riscaldamento non garantisce più automaticamente il diritto a utilizzarla.
Camini aperti e stufe a legna: quali apparecchi sono consentiti
Per i proprietari di abitazioni in Valtellina è fondamentale conoscere la classe ambientale del proprio generatore. Gli apparecchi esistenti a 3, 4 e 5 stelle possono generalmente essere utilizzati nel rispetto delle condizioni previste, mentre quelli a 0, 1 e 2 stelle sono soggetti al divieto, salvo esclusioni applicabili.
Per le nuove installazioni nei Comuni sopra i 300 metri di altitudine sono richiesti, in generale, generatori di almeno 4 stelle con specifici limiti alle emissioni. La collocazione in montagna non rappresenta quindi una deroga generalizzata.
Durante il periodo invernale possono inoltre entrare in vigore misure temporanee antismog, capaci di limitare ulteriormente l’utilizzo degli apparecchi a biomassa in determinate condizioni.
Divieto camini Valtellina. Multe, controlli e scadenze: cosa sapere nel 2026
Chi utilizza un impianto non conforme rischia sanzioni amministrative da 500 a 5.000 euro, secondo la violazione contestata. È quindi importante conservare la documentazione tecnica, verificare la certificazione ambientale e rispettare gli obblighi di manutenzione.
Dal 15 ottobre 2026 si applicano ulteriori requisiti a determinate categorie di impianti a biomassa superiori a 35 kW. Dal 15 ottobre 2027 entreranno invece in vigore nuove disposizioni per le caldaie a biomassa fino a 35 kW.
In conclusione, in Valtellina non esiste un divieto assoluto di accendere camini e stufe a legna. Prima di utilizzare un vecchio apparecchio è però necessario verificarne la classe ambientale, le eventuali esclusioni e le limitazioni locali, evitando sanzioni e contribuendo alla tutela della qualità dell’aria.












