Curiosità

Quanto pesa in bolletta il piano cottura a induzione?

costi induzione

Costi induzione – Analisi reale dei consumi: quanto pesa davvero sulla bolletta?

Quando si parla di piano cottura a induzione, la prima domanda che tutti si fanno è: quanto aumenta la bolletta elettrica? È una preoccupazione più che legittima, soprattutto oggi che il costo dell’energia è un tema centrale nelle famiglie italiane. La risposta però non è così scontata come molti pensano.

Un piano a induzione standard ha una potenza installata che varia generalmente tra 3 kW e 7,4 kW, ma questo non significa che consumi sempre tutta quella potenza. In realtà, il consumo effettivo dipende da quante zone vengono utilizzate contemporaneamente, dalla potenza impostata e dal tempo di utilizzo quotidiano. In media, una famiglia utilizza il piano cottura per circa 1-2 ore al giorno, spesso non alla massima potenza.

Facciamo un esempio concreto. Se utilizziamo una zona da 2 kW per un’ora al giorno, il consumo sarà di 2 kWh al giorno. Considerando un costo medio dell’energia domestica tra 0,20 € e 0,35 € al kWh (variabile in base al contratto), parliamo di una spesa giornaliera tra 0,40 € e 0,70 €, cioè circa 12-21 € al mese. Naturalmente questo è uno scenario medio: nella realtà, raramente si utilizza una singola zona al massimo della potenza per un’ora intera continuativa.

Un elemento fondamentale da considerare è che il piano a induzione è molto più efficiente rispetto al gas tradizionale. L’induzione trasferisce direttamente il calore alla pentola con un’efficienza che può superare il 90%, mentre il gas si ferma mediamente intorno al 40-50%. Questo significa che si cucina più velocemente e si disperde meno energia. Di conseguenza, anche se l’energia elettrica costa più del gas al metro cubo, il tempo di utilizzo è inferiore.

Un altro aspetto cruciale è il contratto di fornitura elettrica. Se hai un contatore da 3 kW e utilizzi contemporaneamente forno, lavastoviglie e piano a induzione, potresti superare la potenza disponibile e far scattare il contatore. Molte famiglie scelgono quindi di passare a 4,5 kW o 6 kW, con un leggero aumento della quota fissa in bolletta. Questo può incidere per circa 30-60 € in più all’anno, ma non è un aumento drammatico come spesso si teme.

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Costi induzione – In sintesi, un piano cottura a induzione può incidere mediamente tra 15 e 35 euro al mese sulla bolletta elettrica, a seconda dell’utilizzo e delle tariffe. Tuttavia, eliminando il gas (e quindi la relativa bolletta), il bilancio complessivo può risultare addirittura più conveniente. Ecco perché è fondamentale analizzare il proprio stile di consumo prima di fare valutazioni affrettate.


Confronto con il gas: è davvero più costoso?

Molti credono che l’induzione faccia “esplodere” la bolletta, ma il confronto con il gas va fatto in modo intelligente. Il gas viene misurato in metri cubi, mentre l’elettricità in kWh, quindi il paragone diretto non è immediato. Tuttavia, se analizziamo il costo per portare a ebollizione un litro d’acqua, emergono dati interessanti.

Con il gas, per bollire un litro d’acqua si impiegano mediamente 7-8 minuti, mentre con l’induzione bastano 3-4 minuti. Questo significa che l’energia totale consumata è inferiore. Inoltre, con il gas una parte del calore si disperde nell’ambiente, aumentando anche la temperatura della cucina (e quindi l’uso del condizionatore in estate).

Consideriamo una famiglia di 3-4 persone che cucina due volte al giorno. Con il gas, la spesa media annua per la sola cottura può aggirarsi intorno ai 200-300 €, mentre con l’induzione si può arrivare a 250-400 € annui, a seconda delle tariffe elettriche. La differenza reale quindi non è così elevata, soprattutto se si considera che molte abitazioni moderne stanno eliminando completamente il gas, risparmiando su canone fisso, manutenzione e controlli obbligatori della caldaia.

C’è poi un fattore sicurezza: il piano a induzione elimina il rischio di fughe di gas e non produce fiamme libere. Inoltre, la superficie resta relativamente fredda, riducendo il rischio di ustioni. Questo non incide direttamente sulla bolletta, ma incide sulla qualità della vita.

Dal punto di vista ambientale, l’induzione diventa particolarmente vantaggiosa se abbinata a un impianto fotovoltaico. In questo caso, parte dell’energia utilizzata può essere autoprodotta, riducendo drasticamente l’impatto economico. Con un buon impianto solare, il costo della cottura può diventare quasi nullo durante le ore di produzione.

Un altro mito da sfatare è che l’induzione consumi tantissimo in modalità “boost”. È vero che può arrivare a potenze elevate (anche 3 kW su una singola zona), ma per periodi molto brevi. L’utilizzo intenso dura pochi minuti, non ore.

Quindi, è davvero più costoso? La risposta è: dipende dalle abitudini e dal contratto energetico, ma nella maggior parte dei casi la differenza è contenuta e compensata da efficienza, velocità e sicurezza.


Come ridurre l’impatto sulla bolletta: consigli pratici

Costi induzione – Se stai pensando di installare un piano a induzione o lo hai già, ci sono strategie semplici ma efficaci per ridurre al minimo l’impatto sulla bolletta.

Il primo consiglio è utilizzare pentole di qualità con fondo magnetico spesso. Una pentola adeguata migliora l’efficienza e riduce i tempi di cottura. Anche coprire le pentole con un coperchio può ridurre il consumo fino al 20-30%.

Un altro aspetto fondamentale è sfruttare le fasce orarie convenienti, se il tuo contratto lo prevede. Cucina nelle ore in cui l’energia costa meno, solitamente la sera o nel weekend, può generare un piccolo ma significativo risparmio.

Attenzione anche alla potenza contrattuale. Non sempre è necessario passare a 6 kW. Molti piani moderni permettono la limitazione della potenza, impostando un tetto massimo (ad esempio 3 kW), evitando così il distacco del contatore.

Infine, considera l’efficienza complessiva della casa. Se utilizzi già elettrodomestici in classe energetica elevata e magari un impianto fotovoltaico, l’impatto sarà decisamente inferiore rispetto a un’abitazione poco efficiente.

Costi induzione

In conclusione, un piano cottura a induzione non è il “mostro mangia-bollette” che molti immaginano. Con un uso consapevole, l’incidenza mensile è gestibile e spesso compensata dall’eliminazione del gas. La vera differenza la fanno le abitudini quotidiane e la gestione intelligente dei consumi.

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