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Tutti stanno con il Comitato per il Morelli, ma la sanità di montagna affonda

comitato morelli

Comitato Morelli – Negli ultimi anni in provincia di Sondrio sono sorti e hanno dato battaglia diversi comitati di cittadini.

Tra i più celebri quello dell’Alute, Viabilità Tellina e quello in difesa dei prati del Ranèe.

Ma uno in particolare, senza voler mancare di rispetto agli altri, ha, a partire dal 2016 raccolto numeri più importanti come seguito, diffusione e rilevanza mediatica.

Stiamo parlando del Comitato a difesa della sanità di montagna – Io sto con il Morelli.

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Tra le principali iniziative e manifestazioni non si può dimenticare quella del mese di agosto 2020, in piena emergenza Covid che con una manifestazione pacifica al campo sportivo di Sondalo, registrò una forte partecipazione in difesa della sanità di montagna con oltre 3mila persone.

In 10 anni non si contano le dichiarazioni, l’attività social, le iniziative annunciate e spesso portare a termine con successo.

Senza dubbio al Comitato non si può negare l’aver raccolto un consenso trasversale e numericamente importante, per certi versi anche unico nei confini provinciali.

Del resto, a parte gli analfabeti funzionali, che ci sono eccome, come non apprezzare la volontà di difendere la sanità valtellinese della quale tutti, prima poi, dobbiamo aver bisogno?

Senza contare che la popolazione sta invecchiando e l’argomento di conseguenza aumenta in interesse e viralità molto velocemente.

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Eppure il Comitato non ha mai sfondato, davvero. Purtroppo veri risultati concreti, realmente impattanti, non si sono concretizzati. Tante buone cose, certo, ma l’obiettivo vero è molto lontano.

La lunga lenta agonia della sanità valtellinese ha proseguito, inesorabile. Senza che qualcuno o qualcosa fermi questo processo. Con mandanti, esecutori e silenzi assordanti fin troppo evidenti da vedere e (non) ascoltare.

Probabilmente a causa delle decisioni a monte, troppo forti e vincolate da poteri forti e intrecci politici per farsi scalfire da poche migliaia di montanari.

Ma forse anche per altri aspetti che proviamo ad analizzare.

Uno potrebbe essere la leadership. Lungi dall’esprimere giudizi, non è difficile pensare che i portavoce del Comitato non abbiamo raccolto il consenso necessario nell’immaginario collettivo.

L’opinione pubblica, lo insegna la storia recente, è molto volubile.

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Pur arrivando da schieramenti opposti il loro passato politico potrebbero incidere in questo senso. Visti come troppo vicini al dinosauro da abbattere citando il film “La Meglio Gioventù”.

Puoi avere tutti gli argomento del mondo, ma se vieni messo in una casella dalla gente difficile uscirne. Questo non significa che non siano apprezzati, ma la massa critica che muovono è in netta diminuzione.

Per non parlare della possibile vicinanza al mondo sindacale. Decisivo nella creazione di una carta costituente che tutto il mondo ci invidia e vero elemento di civiltà delle società moderne oggi il consenso è crollato ai minimi termini, e la colpa è solo di chi ha preso usi e costumi del mondo contro cui in passato si è battagliato per condizioni di vita e lavoro degne.

Sicuramente in questo senso forze fresche e giovani sarebbero auspicabili, ma è anche vero che bisogna trovarle e non è scontato o facile.

Su un lato invece è fuori di dubbio che ci sono ampi margini di miglioramento. La comunicazione.

Che non è  essere pubblicati dalla stampa locale, quello è scontato, basta vedere la marea di inutili e opinioni prive di basi e contenuti che ammorbano la comunicazione valtellinese.

Il Comitato comunica tanto, ma non è efficace. Ben inteso tanto di cappello, il volontariato merita rispetto. Il fatto di non scegliere di pagare qualche professionista scendiletto della politica per farlo, ancora di più.

Basta dare un’occhiata ai social e alla rassegna stampa del Comitato Morelli in rete per averne conferma.

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L’argomento è difficile, certo, e non si può essere la brutta copia della politica che vive di slogan, ma le posizioni espresse sono troppo difficili, lunghe, a volte noiose (parliamo di esperienza utente, il cittadino medio, che è quello che ti fa vincere le  elezioni).

Qualche volta sembrano anche autoreferenziali, pur non essendole. Un vero peccato.

In un mondo che corre e che si consuma velocemente sullo schermo di un telefono l’argomento “Studio del Politecnico” per esempio non lo capisce il 90%, forse anche più, dei lettori.

Finendo per sembrare uno scontro tra politici e sindaci. Che non interessa a nessuno.

Per non parlare del grave errore di invitare a parlare sul palco della manifestazione di grande successo del 2020, gente senza arte ne parte, ma con un incarico, di breve durata per fortuna, esattamente come brevi erano i loro studi accademici.

Il Comitato Morelli ha dimostrato di avere seguito da partito politico e, forse, nel mare magnum di partiti spazzatura, quanto servirebbe averne uno nuovo in provincia di Sondrio che nasca dal bisogno sanitario e che da questi valori prenda origine e spunto.

Raccogliendo quelle energie che sono, per ora, ancora presenti sul territorio, guardando a quelli che lasciano la Valtellina perché troppo formati, escludendo i personaggi che cercano frane sotto le quali lanciarsi per fare un selfie e un comunicato stampa.

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