Dicembre 2, 2022 13:42

Livigno, i dati di Valtellinamobile nell’inchiesta dell’Antitrust





Per completezza d’informazione si deve specificare che dalla segnalazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, secondo la quale in 13 punti vendita di Livigno sussistono evidenze di una chiara e persistente parità dei prezzi alla pompa praticati e per cui, in molti casi, sussistono evidenze documentali di una esplicita concertazione di prezzo, non è compreso l’impianto gestito dalla Parrocchia Sant’Anna di Trepalle. Link testo provvedimento AGCM

I dati di Valtellinamobile
Quando il 9 marzo scorso abbiamo scritto l’articolo sul “benzinaio più economico di Livigno” non sapevamo che l’Antitrust stesse indagando sull’anomalia dei prezzi allineati nei distributori di carburante del Piccolo Tibet. Anche perché, senza voler fare gli eroi o prendersi dei meriti altrui, quando è stato scritto il pezzo si pensava che i listini uguali fossero causati più che altro dal minore margine operativo dei gestori livignaschi rispetto al mercato “normale” e che, obiettivamente, non fosse difficile allinearsi alla concorrenza anche senza un vero e proprio cartello o un sistema di scambio informazioni organizzato. Alla fine si tratta di una dozzina di pompe di benzina in un paese di 7mila abitanti.
Ma quando è diventata ufficiale l’istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la prima cosa che abbiamo fatto è stata di guardare quanto e dove era stata letta la notizia. Pur non essendo la più cliccata del periodo ha registrato quasi 70mila lettori. E un dubbio ti viene con questi numeri. Per questo siamo andati a cercare la delibera dell’Antitrust. Dove risulta che è del 10 dicembre 2021, quindi molto prima del nostro articolo, l’inizio delle indagini.
Però ci ha fatto piacere che nel verbale risulti testualmente che “i militari della Guardia di Finanza hanno contestualmente svolto ulteriori verifiche dei livelli di prezzo, consultando
il sito valtellinamobile.it, che riporta a sua volta il “prezzo” di ciascun tipo di carburante (“benzina diesel gpl”) nel territorio di Livigno, senza prevedere indicazioni dei prezzi per i diversi impianti di distribuzione”.
Ad ognuno il suo mestiere. Che la magistratura, quindi, faccia chiarezza. I commenti social li lasciamo volentieri agli altri. A Valtellina Mobile resta l’impegno nel cercare di informare con serietà ed essere affidabile, come in questo caso, anche per la Guardia di Finanza, tra l’altro per un argomento a dir poco delicato.
Aggiornamento 7 aprile
Emergono nuovi sviluppi dalle indagini dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per il presunto cartello fra i distributori a Livigno.
Il parallelismo dei prezzi nei 13 punti vendita della zona extra doganale in agevolazione fiscale di Livigno è stato rilevato lungo il periodo 2014/2022 e secondo l’Antitrust nascevano da una esplicita concertazione di prezzo. Anche se risultavano appartenere a società diverse ed essere, in molti casi, affiliati a diverse compagnie petrolifere.
Secondo la Guardia di Finanza che ha svolto le indagini l’ex capo ufficio tributi del Comune di Livigno (che non risulta essere dipendente di nessuna delle società coinvolte) dal 2012 al 2019 ha indicato ad almeno 8 società proprietarie dei distributori, con cadenza settimanale e attraverso un account mail privato, i prezzi da applicare alla vendita dei carburanti nel territorio.
LA POSIZIONE DEL COMUNE DI LIVIGNO
Arriva la dichiarazione del sindaco di Livigno sulla recente indagine antitrust sul prezzo dei carburanti nel Piccolo Tibet.
“Spero venga fatta luce al più presto sulla vicenda da parte delle autorità competenti, a tutela dei consumatori finali e del comune di Livigno. Il Tutto in un ottica di trasparenza e chiarezza.”
Anche perché ricordiamolo, l’Amministrazione Comunale di Livigno incamera, grazie agli “acquisti” dai distributori di benzina, la maggior parte dei diritti speciali che le spettano grazie alla legge 762 del 1° novembre 1973.
LA NOTIZIA DEL 5 APRILE
Ne avevamo parlato meno di un mese fa, scrivendo che a Livigno non esisteva, da anni, un benzinaio più economico.
Ma è notizia di oggi che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria per presunto cartello fra i distributori di carburanti nel Piccolo Tibet.
PREZZI – Secondo l’Autorità dal 2012 gli operatori si scambiano informazioni così da concordare i prezzi futuri da praticare alla pompa. L’istruttoria non ha alcun collegamento con gli approfondimenti che l’Antitrust sta eseguendo sui recenti rincari del prezzo dei carburanti.
Prezzo Livigno benzina diesel Gpl
ISTRUTTORIA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di undici società che gestiscono (o hanno gestito fino a tempi recenti) distributori di carburanti per autotrazione nella zona extra-doganale di Livigno. L’area interessata, proprio per il particolare regime fiscale sui carburanti, ha un importante rilievo commerciale e attira consumatori anche da zone limitrofe.
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PREZZI DAL 2014 – L’istruttoria trae origine da precedenti indagini eseguite dalla Guardia di Finanza. In particolare, nel dicembre 2021, la GdF ha trasmesso all’Autorità documentazione comprovante il fatto che, a partire dal 2012, è in atto uno scambio di informazioni tra gli operatori attivi a Livigno in modo da concordare i prezzi da praticare alla pompa. L’Antitrust, utilizzando la banca dati del Ministero dello Sviluppo Economico ha potuto verificare che dal 2014 ad oggi i dodici impianti di distribuzione di carburante che si trovano a Livigno hanno sempre praticato lo stesso prezzo per benzina e gasolio. L’istruttoria intende verificare, tra l’altro, se i prezzi dei carburanti a Livigno, a causa del presunto cartello, siano aumentati più di quanto ci si sarebbe potuto attendere in presenza di una libera concorrenza tra operatori, a danno dei consumatori finali.
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ISPEZIONE ODIERNA – Oggi i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di alcune delle società interessate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
L’avvio dell’odierno procedimento non ha alcun legame con i recenti incrementi dei prezzi dei carburanti nell’intero territorio nazionale, fenomeno sul quale pure l’Autorità, come noto, sta svolgendo alcuni approfondimenti.
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