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Perché cercare funghi è una delle attività più pericolose in montagna in autunno?

andare a funghi

Andare a funghi sembra innocuo, ma può diventare molto pericoloso

Ogni autunno migliaia di persone entrano nei boschi con cestino e scarponi alla ricerca di porcini, finferli e altri funghi. È una delle attività più amate della stagione, apparentemente molto più tranquilla di un’escursione impegnativa in montagna. Eppure cercare funghi può diventare un’attività sorprendentemente pericolosa, soprattutto quando si sottovalutano le caratteristiche del territorio.

Il problema, infatti, molto spesso non sono i funghi ma il bosco. Terreno ripido, foglie bagnate, radici nascoste, fango, pietre scivolose, nebbia e assenza di sentieri possono trasformare una tranquilla mattinata autunnale in una situazione di emergenza.

A rendere particolare questa attività c’è anche il comportamento del cercatore. Per trovare i funghi bisogna quasi inevitabilmente abbandonare i sentieri, spostandosi tra alberi, avvallamenti e pendii. Lo sguardo rimane rivolto verso terra e si cambia continuamente direzione. È così che può diventare facile scivolare oppure perdere l’orientamento.

Il pericolo più grande può essere proprio sotto i piedi

Quando pensiamo agli incidenti in montagna immaginiamo pareti rocciose, creste esposte o escursioni tecnicamente difficili. Nel bosco, invece, il rischio appare molto più basso. Ed è proprio questa percezione a poter diventare pericolosa.

Un pendio coperto di foglie può nascondere buche, pietre, rami e radici. Con l’umidità autunnale il terreno può inoltre diventare estremamente scivoloso. Basta appoggiare male un piede per perdere l’equilibrio.

Una semplice caduta può provocare una distorsione o una frattura. Se ci si trova su un versante ripido, però, le conseguenze possono essere decisamente più gravi. Non serve necessariamente trovarsi ad alta quota: anche un bosco apparentemente facile può presentare tratti molto insidiosi.

Durante la ricerca dei funghi ci si muove inoltre in maniera irregolare. Si sale, si scende e si cambia direzione continuamente seguendo il terreno e le zone che sembrano più promettenti. Concentrandosi sulla ricerca si può finire per prestare meno attenzione agli ostacoli.

Per questo scarpe o scarponi con una buona aderenza sono fondamentali. Anche l’abbigliamento deve essere adeguato alla temperatura e alle condizioni meteorologiche previste.

Bisogna considerare anche la stanchezza. Dopo alcune ore nel bosco la concentrazione diminuisce e il ritorno può essere più difficile dell’andata. In autunno, inoltre, le giornate diventano rapidamente più corte e nel bosco la luce può diminuire molto prima del tramonto.

Andare a funghi e perdersi nel bosco è più facile di quanto si possa immaginare

Un altro rischio importante per chi va alla ricerca di funghi è la perdita dell’orientamento. Succede anche a persone convinte di conoscere bene la zona.

Il motivo è semplice. Durante la ricerca non si segue necessariamente un percorso preciso: ci si sposta verso un albero, poi verso una radura e successivamente si scende lungo un pendio. Dopo decine di questi piccoli cambi di direzione può diventare difficile capire da quale parte si è arrivati.

In un bosco fitto, inoltre, il paesaggio può apparire sorprendentemente uniforme. Gli alberi impediscono di vedere montagne, strade e altri punti di riferimento. La nebbia può complicare ulteriormente la situazione.

Quando ci si rende conto di essersi persi, uno degli errori peggiori è continuare a camminare senza sapere realmente dove si sta andando. Nel tentativo di ritrovare l’auto o un sentiero si rischia infatti di allontanarsi ancora di più.

Lo smartphone è sicuramente uno strumento prezioso, ma non dovrebbe essere considerato una garanzia assoluta di sicurezza. La batteria può scaricarsi e in alcune zone montane la copertura telefonica può essere debole o assente.

Prima di partire è quindi buona abitudine comunicare a qualcuno la zona nella quale si intende andare e indicativamente l’orario previsto per il ritorno. Se ci si muove in gruppo è meglio evitare di allontanarsi troppo gli uni dagli altri.

In presenza di una vera emergenza bisogna contattare il Numero Unico di Emergenza 112, quando disponibile, cercando di fornire indicazioni precise sulla propria posizione e sulle condizioni della persona coinvolta.

Il meteo può trasformare completamente il bosco

C’è un’altra variabile che non dovrebbe mai essere ignorata: il tempo atmosferico. Una mattinata apparentemente tranquilla può cambiare rapidamente, soprattutto nelle zone montane.

Pioggia e temporali rendono il terreno ancora più scivoloso, mentre la nebbia può cancellare in pochi minuti i punti di riferimento. Anche un improvviso abbassamento delle temperature può creare problemi se non si dispone dell’abbigliamento adeguato.

Prima di partire è quindi importante controllare le previsioni meteorologiche, valutando non soltanto la probabilità di pioggia ma anche temperature, vento ed eventuali peggioramenti previsti durante la giornata.

Bisogna poi stabilire un limite. Se il tempo peggiora o la luce comincia a diminuire, continuare a cercare “ancora qualche fungo” non vale il rischio. Tornare indietro in anticipo può essere la decisione più intelligente della giornata.

Il rischio di andare a funghi non finisce quando si torna a casa

Una volta usciti dal bosco rimane un’altra questione fondamentale: sapere esattamente quali funghi sono finiti nel cestino.

L’esperienza personale non sempre è sufficiente. Alcune specie possono assomigliarsi e un errore di identificazione può avere conseguenze molto serie. Per questo non bisognerebbe consumare un fungo quando esiste anche il minimo dubbio sulla specie.

Il Ministero della Salute raccomanda di rivolgersi agli Ispettorati micologici delle aziende sanitarie per far controllare gratuitamente, secondo modalità e disponibilità locali, i funghi raccolti destinati al consumo.

Particolare attenzione va riservata anche alle identificazioni attraverso fotografie pubblicate sui social o applicazioni per smartphone. Una fotografia non può sostituire il controllo effettuato da un micologo qualificato.

È inoltre importante conoscere le regole previste nella zona in cui si effettua la raccolta. Limiti quantitativi, modalità, giornate consentite ed eventuali autorizzazioni possono variare a seconda della regione e del territorio.

Andare a funghi sì, ma senza sottovalutare il bosco

Cercare funghi rimane uno dei modi più belli per vivere la montagna e i boschi durante l’autunno. Il profumo delle foglie, il silenzio e la soddisfazione di trovare un porcino rendono questa attività speciale per moltissime persone.

Ma non bisogna confondere un’attività piacevole con un’attività priva di rischi.

Scarponi adeguati, attenzione al meteo, conoscenza del territorio, telefono carico, prudenza sui pendii e comunicazione dell’itinerario possono ridurre notevolmente le possibilità di trovarsi in difficoltà.

E soprattutto c’è una regola che vale più di qualsiasi raccolto: nessun fungo vale una caduta, uno smarrimento o un incidente. Quando il terreno diventa troppo difficile, arriva il maltempo oppure non si è più sicuri della direzione, tornare indietro è sempre la scelta migliore.

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