Abitanti Codera – Quante persone vivono a Codera è una delle prime domande che si fanno i forestieri quando arrivano in questo minuscolo borgo della Valchiavenna, incastonato tra le montagne della provincia di Sondrio.
Una domanda apparentemente semplice, alla quale però è molto più difficile rispondere di quanto sembri.
Perché Codera non è un paese come gli altri.
Qui non arriva nessuna strada, non passano automobili e per raggiungere le case bisogna lasciare il fondovalle e salire a piedi lungo la storica mulattiera che parte da Mezzolpiano.
Gradino dopo gradino, il rumore delle auto scompare. Poi, tra le montagne, compare un piccolo gruppo di case in pietra che sembra appartenere a un altro tempo.
Eppure Codera non è un borgo abbandonato.
Le finestre si aprono, dai camini esce il fumo, nei prati si lavora e durante l’anno c’è sempre qualcuno che continua a vivere quassù.
Ma quanti abitanti ci sono a Codera?
La risposta che viene data più spesso è molto semplice:
«Una decina.»
Ed è probabilmente il modo più immediato per descrivere una realtà che, in verità, cambia continuamente durante l’anno.
C’è chi sale un paio di fine settimana al mese.
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Abitanti Codera – C’è chi trascorre nel borgo una settimana qui e una là e, mettendo insieme tutti i soggiorni, alla fine dell’anno arriva magari a circa tre mesi trascorsi a Codera.
Ci sono poi le persone che tornano nella loro casa di famiglia durante le vacanze estive.
Altri arrivano con la primavera e rimangono da maggio fino a ottobre, seguendo quasi naturalmente il ritmo delle stagioni.
Qualcuno trascorre a Codera addirittura undici mesi all’anno, pur scendendo periodicamente a valle per qualche giorno.
E c’è anche un pastore che rimane tra queste montagne per quasi tutto l’anno.
Insomma, stabilire quanti siano gli abitanti di Codera dipende soprattutto da una domanda: cosa significa davvero “vivere” in un luogo?
Ci sono anche i residenti ufficiali
Poi esiste un altro numero, quello della residenza anagrafica.
Ci sono cinque o sei persone che hanno la residenza proprio a Codera, quella che compare ufficialmente sui documenti.
Potrebbe sembrare la risposta definitiva.
Ma non lo è.
Perché c’è un dettaglio che cambia completamente la prospettiva.
Praticamente tutti coloro che abitano Codera, anche quelli che trascorrono quassù gran parte dell’anno, hanno anche una casa giù a valle.
Tutti.
Tranne uno.
C’è un solo abitante che ha casa soltanto a Codera
Per capire davvero cosa significhi vivere a Codera bisogna quindi dimenticare per un momento i numeri ufficiali.
Bisogna distinguere tra chi possiede una casa nel borgo, chi vi trascorre lunghi periodi, chi vi ha la residenza e chi invece può pronunciare una frase molto più semplice:
«La mia casa è qui.»
Perché tra le pochissime persone che frequentano stabilmente il paese ce n’è una che, a differenza delle altre, non ha un’altra abitazione giù a valle.
Una sola.
Si chiama Giorgio.
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Ma a Codera tutti lo conoscono con il soprannome di “Cascìn”.
Giorgio è nato nel 1963 e la sua storia in questo piccolo borgo di montagna comincia in un momento davvero particolare.
È arrivato a Codera nel febbraio del 2020
Giorgio arrivò a Codera nel febbraio del 2020, circa una settimana prima che l’emergenza Covid cambiasse improvvisamente la vita degli italiani.
Una coincidenza temporale che, riletta oggi, sembra quasi incredibile.
Mentre di lì a poco milioni di persone si sarebbero ritrovate chiuse nelle proprie case e le città sarebbero diventate improvvisamente silenziose, lui si trovava già in un luogo nel quale l’isolamento geografico fa parte della quotidianità da sempre.
Da quel momento Giorgio è rimasto a Codera.
E quella che per molti è una località nella quale trascorrere qualche settimana o alcuni mesi dell’anno, per lui è diventata qualcosa di completamente diverso.
È casa.
Non una seconda casa.
Non il rifugio per il fine settimana.
Non il posto dove trascorrere soltanto l’estate.
La sua unica casa è Codera.
Estate e inverno, Giorgio rimane lassù
La sua vita è qui durante tutte le stagioni.
Estate e inverno, primavera e autunno.
Nei mesi in cui sui sentieri arrivano escursionisti e villeggianti, ma anche quando le giornate si accorciano, i visitatori diminuiscono e il paese torna lentamente al suo silenzio.
Accanto a Giorgio c’è poi una presenza inseparabile.
Bonnie.
È la sua compagna nelle giornate trascorse tra le case e i sentieri di questo piccolo angolo di montagna.
Ed è proprio la storia di Giorgio a rendere ancora più difficile rispondere alla domanda iniziale.
Perché se chiediamo quanti siano i residenti, quante persone trascorrano diversi mesi dell’anno nel borgo o quante case vengano ancora utilizzate, possiamo ottenere risposte differenti.
Ma basta cambiare leggermente la domanda e tutto diventa molto più semplice.
Quante persone hanno soltanto Codera come casa?
Una.
Quando gli altri scendono a valle, lui resta
Nei mesi estivi Codera cambia volto.
Tornano i proprietari delle case, arrivano gli escursionisti, aumentano le voci nelle vie e quel piccolo nucleo di pietra immerso nella Val Codera sembra riprendere improvvisamente il ritmo di un paese molto più popolato.
Poi arriva l’autunno.
Le giornate diventano più corte, i visitatori diminuiscono e molte porte si richiudono.
Ma Codera non scompare.
Qualcuno resta.
E Giorgio resta più di tutti, perché per lui non esiste una seconda abitazione alla quale tornare quando la stagione cambia.
Questa differenza può sembrare sottile, ma racconta due modi completamente diversi di vivere la montagna.
Si può amare un luogo tornando ogni estate. Si può trascorrervi gran parte dell’anno. Si può conservare la casa dei propri genitori o dei propri nonni e contribuire, in questo modo, a mantenere vivo un paese.
Tutto questo fa parte della storia contemporanea di Codera.
Ma scegliere quel borgo come unica casa significa qualcosa di diverso.
Vivere dove non arrivano le automobili
A Codera le distanze non si misurano soltanto in chilometri.
Ogni spostamento verso il fondovalle richiede tempo, organizzazione e soprattutto un sentiero da percorrere.
Le cose che altrove sembrano scontate assumono un peso completamente differente quando tra la propria porta di casa e la prima strada carrozzabile c’è una lunga mulattiera di montagna.
Ed è proprio questo contrasto a rendere Codera un luogo così particolare.
Non è un paese fantasma.
Non è soltanto un borgo da fotografare durante un’escursione.
È un minuscolo paese di montagna che continua a essere abitato nonostante non sia raggiunto dalle strade.
Le persone arrivano, partono, ritornano. Alcune trascorrono qui qualche giorno, altre settimane, altre ancora interi mesi.
Il numero degli abitanti cambia continuamente.
E forse cercare una cifra esatta significa perfino perdere una parte della storia.
Abitanti Codera
Alla domanda «Quante persone vivono a Codera?» si può continuare a rispondere, genericamente:
«Una decina.»
Ma forse la domanda più interessante è un’altra.
Quante persone possono dire che Codera è la loro unica casa?
La risposta è una sola.
Giorgio, detto Cascìn.
E con lui, naturalmente, l’inseparabile Bonnie.









