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Valeriana storica, riaperto dopo 41 anni il tratto da Desco al Masino

strada provinciale valeriana

Strada provinciale Valeriana – La riapertura della Valeriana storica risolve una chiusura che durava da oltre quarant’anni e, al tempo stesso, avvicina il completamento del Sentiero Valtellina nel tratto di Desco. Dopo gli interventi di messa in sicurezza del versante, la Comunità Montana Valtellina di Morbegno ha riaperto al transito circa 800 metri di collegamento ciclopedonale tra l’abitato di Desco, nel comune di Morbegno, e il chiosco del Masino, ad Ardenno.

Il tratto, lungo l’antica mulattiera che corre alla base del versante retico, era stato chiuso nel 1985 a causa delle condizioni di un versante da sempre instabile e soggetto a smottamenti. La riapertura consente ora di recuperare un percorso di interesse storico e paesaggistico e, indirettamente, crea le condizioni per procedere verso la realizzazione del tratto mancante del Sentiero Valtellina, che dovrà collegare il cimitero di Paniga con Desco per circa 500 metri.

Strada provinciale Valeriana

La Valeriana storica, secondo fonti accreditate, risalirebbe al periodo romano, intorno al 250 dopo Cristo. Il tracciato si sviluppa dal cimitero di Paniga, dove arriva il Sentiero Valtellina, verso Desco per circa 400 metri, fino all’inizio della salita. Da qui prosegue per altri 400 metri lungo la strada comunale, arrivando al chiosco del Masino.

Il percorso rappresenta anche un’alternativa alla viabilità ordinaria, permettendo di evitare la vecchia statale 38 e il viadotto del Tartano e offrendo un collegamento ciclopedonale in condizioni di maggiore sicurezza.

Resta però aperta la questione della pavimentazione del fondo. La Comunità Montana aveva previsto l’utilizzo di conglomerati a basso impatto ambientale per migliorare la fruibilità del tracciato senza comprometterne le caratteristiche ambientali. L’intervento, tuttavia, non è stato autorizzato dopo il parere negativo della Soprintendenza di Milano.

La riapertura è arrivata al termine di un lungo intervento sulla sicurezza del versante, resosi necessario anche dopo la frana che aveva interessato l’area nel 2019. I lavori sono partiti dalla rimozione delle piante e dei massi ritenuti pericolosi e sono proseguiti con l’installazione di reti aderenti alla parete rocciosa e di barriere paramassi.

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