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Roccia della Sassella: al via la prima campagna di rilievo archeologico

Scavi archeologici Valtellina

Scavi archeologici Valtellina – Università degli Studi di Milano, Soprintendenza e il proprietario dell’area collaborano allo studio e alla valorizzazione della Sassella, con l’obiettivo di creare un Parco delle incisioni rupestri tra Sondrio e Castione Andevenno.

È iniziata la prima campagna di rilievo sistematico della grande roccia incisa della Sassella. Le attività sono condotte dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese.

Scoperta nel 2011, la Roccia della Sassella costituisce una delle testimonianze di arte rupestre più ricche e significative della Valtellina.

Gli interventi di pulizia e scavo eseguiti tra 2024 e 2025 hanno riportato alla luce nuove porzioni della superficie, rivelando numerose figure umane stilizzate, impronte di piedi e altri motivi incisi, riferibili prevalentemente all’età del Ferro.

La campagna in corso consentirà di documentare sistematicamente le incisioni, approfondirne lo studio e definire più precisamente le diverse fasi di frequentazione del sito.

Il progetto prevede la sistemazione e la messa in sicurezza del percorso di accesso, la realizzazione di un impianto di illuminazione e di un apparato informativo, con l’obiettivo di rendere progressivamente visitabile questo straordinario monumento.

Tutte le attività sono sviluppate in piena condivisione d’intenti con la Soprintendenza, secondo un modello virtuoso di collaborazione tra proprietà privata, istituzioni pubbliche e mondo della ricerca.

La comune volontà è quella di fare della Sassella il punto di partenza di un progetto territoriale ancora più ampio: la creazione di un Parco delle incisioni rupestri che comprenda anche la grande roccia istoriata della Ganda di Castione Andevenno e le numerose testimonianze archeologiche distribuite sul versante tra Sondrio e Castione.

Un autentico palinsesto storico e paesaggistico, nel quale le tracce delle comunità antiche convivono con i terrazzamenti vitati, gli edifici rurali e le trasformazioni prodotte nei secoli dall’attività umana.


Scavi archeologici Valtellina ultimi ritrovamenti

  1. Santuario dell’Età del Rame a Berbenno (Valtellina, Sondrio)

    • Durante i lavori per costruire una palestra nella scuola primaria di Berbenno è emerso un santuario risalente all’Età del Rame, oltre 5.000 anni fa.

    • Sono state rinvenute statue-stele, una tomba a cista litica (una cassa di pietra) con almeno due individui, sepolture, e resti di un’area sacra.

    • Una delle statue‑stele è stata reimpiegata nella tomba.

    • È la testimonianza più occidentale conosciuta di questo fenomeno (uso di statue-stele) in età del Rame nella zona.

  2. Ecosistema preistorico fossile scoperto ad alta quota (Permiano, circa 280 milioni di anni fa)

    • In Val d’Ambria/Lovere a ~3.000 metri di quota, uno scioglimento di neve/ghiaccio dovuto ai cambiamenti climatici ha portato alla luce tracce fossilizzate di piante, semi, impronte di pelle, pioggia, organismi acquatici e terrestri.

    • Vi sono orme di anfibi, rettili e invertebrati, spesso organizzate in “piste”.

  3. Incisioni rupestri (petroglyphs) in Valfurva, Pizzo Tresero

    • Ritrovate ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero, a circa 3.000 metri di quota, incisioni rupestri databili alla media Età del Bronzo (tra ~3.600 e ~3.200 anni fa). Sono considerate le incisioni rupestri più alte d’Europa in quota.

    • L’evento è collegato al ritiro dei ghiacciai, che ha reso visibili rocce/incisioni precedentemente coperte da neve o ghiaccio.

  4. Scheletro infantile medievale a Tresivio

    • A Tresivio, durante scavi archeologici, è emersa la sepoltura di un bambino di età inferiore a 5 anni, risalente a circa 1.000 anni fa (XIII secolo circa).

    • È vicino ai resti di un sito medievale noto; il ritrovamento aggiunge informazioni sulla popolazione locale (sepolture infantili, pratiche medievali).


Scavi archeologici Valtellina – Questi ritrovamenti ci forniscono molte informazioni importanti:

  • Cronologie antichissime: dall’Età del Rame (ca. 5.000 anni fa), passando per l’Età del Bronzo, fino al Medioevo. Valtellina si conferma un’area abitata e sacralizzata da tempi molto remoti.

  • Religiosità e rituali: il santuario con statue‑stele, la tomba a cista litica, le stele e le sepolture suggeriscono che la valle non fosse solo area di passaggio, ma luogo con funzioni rituali e sociali.

  • Effetti del clima e ambientali: il ritrovamento dell’ecosistema fossile fossile – favorito dallo scioglimento del ghiacciaio – mostra come i cambiamenti climatici stiano incidendo anche nel rivelare (e minacciare) il patrimonio archeologico/paleontologico.

  • Nuove altezze, nuove prospettive: incisioni rupestri ad alta quota aprono domande su come e perché antichi gruppi abitassero o transitassero zone montane così elevate, anche in epoche non recentissime (Bronzo).

  • Aspetti sociali e demografici: la scoperta dello scheletro infantile medievale di Tresivio, per esempio, può aiutare a comprendere mortalità infantile, pratiche funerarie, struttura sociale in epoca medievale nella valle.

Il sito preistorico più alto d’Europa riemerge dal ghiaccio

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