Rincari pellet e legna – Pellet e legna: rincari in arrivo nel 2026 e impatto sui bilanci italiani
Nel corso degli ultimi anni la questione dei costi del riscaldamento domestico in Italia ha assunto un’importanza crescente, spinta dalle variazioni nel mercato energetico globale, dalla turbolenza dei prezzi delle fonti fossili e dal sempre maggiore interesse per soluzioni di riscaldamento sostenibili come pellet e legna. In vista della stagione invernale 2025‑2026 e del nuovo anno 2026, molti italiani si chiedono: quanto ci costerà davvero scaldarsi con pellet o legna?
Secondo i dati più recenti diffusi dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL), i prezzi dei combustibili legnosi – in particolare pellet certificato ENplus® A1 – hanno mostrato aumenti significativi rispetto ai livelli dell’anno precedente, in parte a causa dell’aumento della domanda e dell’incidenza dei costi logistici. A settembre 2025, il prezzo medio nazionale del pellet certificato ENplus® A1 si è attestato intorno ai 5,6 euro per sacco da 15 kg, con un incremento di circa l’8 % su base annua.
Questo aumento è confermato da diverse rilevazioni di mercato, che indicano come il prezzo del pellet in autobotte (sfuso) si posizioni attorno ai 393 €/tonnellata, con un incremento del ~15 % rispetto alla stagione precedente.
Pellet e legna
Anche la legna da ardere, pur essendo ancora uno dei combustibili più economici dal punto di vista dell’energia termica generata, ha visto variazioni nei prezzi, influenzate sia dalle dinamiche di mercato sia dalle condizioni climatiche della stagione precedente.
Nei prossimi mesi – e quindi anche nel 2026 – è previsto che questi prezzi si mantengano su livelli più elevati rispetto agli anni pre‑crisi, con stime indicative che vedono il pellet muoversi nella fascia di circa 5,6‑6,50 €/sacco da 15 kg o 320‑350 €/tonnellata a seconda delle condizioni di mercato e della logistica locale.
Quanto spenderanno gli italiani nel 2026 per riscaldarsi con pellet o legna
I rincari nei prezzi di pellet e legna non sono semplici “numeri”: si traducono in spese familiari reali. Chi usa pellet o legna come principale fonte di riscaldamento per un’abitazione di medie dimensioni può aspettarsi costi che variano sensibilmente in base alla zona geografica, alla dimensione dell’abitazione, all’efficienza dell’impianto di riscaldamento e alla durata della stagione fredda.
Pellet: con un consumo medio annuale per un appartamento standard di 4‑5 tonnellate di pellet, e prezzi che nel 2026 potrebbero aggirarsi tra 320 e 350 €/tonnellata, la spesa totale potrebbe superare 1.500 € all’anno solo per il combustibile, senza contare manutenzione e logistica.
Legna da ardere: la legna rimane una scelta generalmente più economica rispetto al pellet se acquistata sfusa o in bancali. In base alle rilevazioni di mercato, il costo medio per riscaldare una casa con legna da ardere può risultare sensibilmente inferiore – con differenze anche del **30‑50 % rispetto a fonti fossili – ma il prezzo finale dipende anche dalla qualità della legna e dal grado di stagionatura.
Un fattore chiave è che, nonostante i rincari, scaldarsi con pellet o legna potrebbe rimanere più conveniente rispetto all’uso del gas naturale o del gasolio da riscaldamento, soprattutto per le famiglie in aree non metanizzate.
Fattori che influenzano i prezzi di legna e pellet nel 2026
Molte variabili contribuiscono all’evoluzione dei prezzi dei combustibili solidi:
Domanda stagionale e dinamiche globali
La domanda di pellet tende a crescere in inverno, con picchi di consumo che incidono sui prezzi. A livello europeo, la domanda complessiva di pellet è prevista in crescita anche nel 2025 e 2026, con produzioni e consumi in espansione.
Logistica e costi di trasporto
Il costo della consegna e la distanza tra produttore e punto di consumo possono influenzare in modo significativo il prezzo finale. Le consegne in autobotte, ad esempio, si riflettono in costi maggiori rispetto al pellet in sacchi acquistato localmente.
Politiche ambientali e incentivi
In Italia e in Europa si sta dando sempre più importanza alle biomasse come fonti rinnovabili, con incentivi e programmi come il Conto Termico 3.0, volti a premiare le soluzioni con minore impatto ambientale. Questi strumenti possono aiutare a contenere i costi o a migliorare l’efficienza degli impianti di riscaldamento a biomassa.
Consigli per risparmiare su pellet e legna nel 2026
Se vuoi gestire al meglio la spesa per pellet e legna, ecco alcune strategie utili:
Pianifica l’acquisto in anticipo
I prezzi tendono a salire in autunno‑inverno; acquistare pellet o legna nel periodo primaverile o estivo può portare risparmi significativi.
Scegli pellet di qualità certificata
Il pellet con certificazione ENplus® A1 garantisce resa termica più alta, maggiore efficienza e meno manutenzione.
Migliora l’efficienza dell’impianto
Manutenzione regolare, isolamento termico della casa e impianti moderni possono ridurre il consumo di combustibile.
Valuta incentivi e programmi statali
Strumenti come il Conto Termico 3.0 possono aiutare a ridurre i costi complessivi dell’impianto e del combustibile nel lungo periodo.
Rincari pellet e legna
In sintesi, i rincari di pellet e legna nel 2026 sono reali ma gestibili. I prezzi saranno probabilmente più alti rispetto agli anni immediatamente precedenti alla pandemia, ma continueranno a mantenersi più competitivi rispetto alle fonti fossili tradizionali. Le famiglie italiane che si affidano a pellet e legna per il riscaldamento dovranno tenere conto di questi cambiamenti nei loro bilanci domestici, ma adottando strategie intelligenti di acquisto e consumo è possibile controllare la spesa e beneficiare di un riscaldamento sostenibile ed efficiente.














