18 Aprile 2024 07:08

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Escursione al Monte del Forno

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Al termine la fatica è ampiamente ripagata. Si parcheggia, dopo aver preso il ticket a San Giuseppe, in località Chiareggio (1.640 m) in Valmalenco e ci si incammina sul percorso a lato del torrente Mallero.

Oltrepassato Pian del Lupo si prende il Sentiero SI-AV che sale verso il rifugio Del Grande in direzione Vazzeda Inferiore. Dopo aver raggiunto anche Vazzeda Superiore (2.025 m) si prosegue a destra in direzione Nord-Ovest.

Al termine del bosco si passa a fianco dell’Alpe Monterosso Superiore dove si imbocca la Val Bona che, costeggiando l’omonimo torrente sul sentiero ottimamente segnalato anche da parte svizzera, intercetta a 2.420 m quello che arriva dal Rifugio Del Grande-Camerini.

Escursione in Val di Togno

Si prosegue tra pietraie e grandi sassi arrivando cosi alla stretta sella del Passo del Forno (2.775 m); da qui sarebbe possibile risalire leggermente il Monte del Forno e poi fare un traverso per raggiungere il Passo del Muretto.

Da questa bocchetta si scende invece verso Nord-Ovest sulla ripida scarpata e si va a prendere il sentiero che porta al rifugio Capanna del Forno (2.560 m), custode di quel che resta del Ghiacciaio del Forno.

Risalendo per un breve tratto il percorso appena fatto si imbocca la traccia in direzione Nord che prosegue su un grande e facile dosso granitico; proseguendo poi sul sentiero si arriva al Lago dei Rossi (2.740 m) che si trova sotto il Monte del Forno Sud.

Si continua nella stessa direzione su una grande pietraia multicolore e ci si abbassa fino a quota 2.600 m ai piedi del Pizzo dei Rossi. Percorrendo uno stretto sentierino si fa il giro di boa per il ritorno; da qui si ha uno scorcio sul il Lago del Cavloc e Maloja.

Perdendo rapidamente quota fino a due piccoli specchi d’acqua si intercetta (2.300 m) il Sentiero R79 in Val del Muretto. Costeggiando la destra del Torrente Orlegna si sale ai piedi del Passo del Muretto (2.582 m) che si raggiunge con un ripido sentiero.

Questo era un importante punto di passaggio per scambi commerciali che risalgono addirittura all’epoca romana, ma è anche stata una triste via per invasioni ed epidemie, e via di fuga per chi scappava dalla dittatura.

Da questo valico si scende a Chiareggio, inizialmente su un sentiero pietroso in ottime condizioni poi, da quota 2.200 m, si continua sulla stradina dell’antico percorso.

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Percorso (EE) di 22 chilometri, dislivello positivo 1.640 metri, no fontane.
Giorgio Gemmi

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