Dicembre 4, 2022 16:39

Escursione al Monte Borlasca


Si tratta di un’escursione che parte da una quota molto bassa e quindi è meglio farla in primavera o autunno. Si parcheggia nella parte alta di San Pietro di Samolaco nel piccolo parcheggio situato al termine di via Ronscione (300 m). Un centinaio di metri prima del parcheggio si imbocca la VASP e la si percorre, tralasciando la ripida scorciatoia che si incontra quasi subito, fino al casello dell’acquedotto che si trova a quota 500 m. Subito dopo inizia una mulattiera che passa da Tec (680 m) poi raggiunge il piccolo alpeggio di Pozzuolo (1021 m).

Continuando su questo ripido percorso, immerso in fitti boschi di castani, faggi e conifere, si arriva al borgo di Alpe Borlasca (1.470 m). Seguendo i segnavia bianco/rosso del sentiero che va verso Alpe Campo si raggiunge la parte alta dei prati e dopo poco si devia a sinistra seguendo alcuni ometti in sasso che portano al Monte Borlasca a 1.778 m, punto panoramico sulla Valchiavenna.

Per il ritorno si passa alle baite di Borlasca e si percorre ancora la mulattiera fatta in salita fino ad un piccolo rudere (1.400 m) dove parte il sentiero che va all’Alpe delle Capre (1.200 m). Nei pressi della fontana, in direzione nord-ovest, parte un sentierino poco evidente che scende verso la Val Bodengo; arrivati a Sorboggia (884 m) si imbocca verso destra il sentiero “Mezzacosta delle Lepontine” in direzione di Piazzello.

Facendo un lungo traverso e prendendo un po’ di quota su una scalinata si passa per Motta Sorana (865 m) e per Cappella dei Pighetti fino a Piazzello (600 m) dove ci si immette su una sterrata che supera la valletta del Torrente Gaurga e del Torrente Vendù. Più avanti si confluisce sulla VASP che si era percorsa in salita arrivando cosi al parcheggio di Ronscione.

Percorso (E) di 16 chilometri, dislivello positivo 1.520 metri, alcune fontane.
Giorgio Gemmi

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