I nei, o nevi, sono lesioni cutanee comunemente conosciute come voglie pigmentate, che si formano sulla pelle a seguito dell’esposizione ai raggi UV.
In alcuni casi, i nei sono congeniti, di origine genetica. Sebbene di solito siano innocui, alcuni di essi possono evolversi in melanoma, un tipo di tumore maligno della pelle. Il melanoma cresce rapidamente e, se non diagnosticato precocemente, può portare alla morte in pochi mesi. Spesso i melanomi assomigliano ai comuni nei, facendo sì che la diagnosi venga ritardata. La buona notizia è che esistono regole, come la regola ABCDE, che possono aiutare a distinguere un neo benigno da un potenziale melanoma.
La regola ABCDE è un semplice sistema che aiuta a identificare le caratteristiche sospette nei nei e nelle lesioni cutanee. Ogni lettera rappresenta una proprietà da osservare attentamente:
- A sta per Asimmetria: I nei benigni tendono a essere simmetrici, mentre i melanomi sono asimmetrici.
- B sta per Bordi: I nei normali hanno bordi netti, mentre i melanomi possono avere bordi irregolari e frastagliati.
- C sta per Colore: I nei sono generalmente di un colore uniforme. Un melanoma può presentare diverse sfumature, come marrone, nero, rosso, blu o bianco.
- D sta per Diametro: I nei benigni non superano generalmente i 6 mm di diametro, mentre i melanomi tendono a essere più grandi.
- E sta per Elevazione e Evoluzione: I nei di solito non cambiano nel tempo, ma un melanoma può crescere e cambiare aspetto, diventando in rilievo o sanguinante.
Questa regola non garantisce una diagnosi certa, ma è un primo passo importante per riconoscere i segnali di allarme e consultare un dermatologo per un approfondimento.
La simmetria e i bordi
I nevi pigmentati sono solitamente simmetrici. Se immaginassimo di tracciarvi una linea al centro, vedremmo che le due metà sono praticamente identiche. Al contrario, i melanomi tendono a essere asimmetrici, con metà della lesione che appare completamente diversa dall’altra.
Per quanto riguarda i bordi, i nei hanno confini chiari e netti, mentre i melanomi sono più difficili da tracciare, con bordi irregolari, spesso frastagliati e non ben definiti.
Un altro aspetto cruciale è il colore. I nei sono generalmente di colore uniforme, mentre i melanomi possono avere diverse tonalità, anche non comuni, come il blu o il bianco. Inoltre, i melanomi tendono ad essere più grandi di 6 mm, mentre i nei benigni sono più piccoli, spesso sotto questa dimensione.

Elevazione e evoluzione: cosa fare se noti un cambiamento (valtellinamobile.it)
I nei sono solitamente piatti, mentre i melanomi possono avere una forma più irregolare e sporgere dalla pelle. Un altro fattore di rischio è l’evoluzione della lesione. I melanomi cambiano aspetto nel tempo: possono crescere, cambiare colore, diventare dolorosi o sanguinare, a differenza dei nei che rimangono stabili per molti anni.
Sintomi e fattori di rischio
Anche se la regola ABCDE è utile, è fondamentale prestare attenzione anche ai sintomi. I melanomi, infatti, possono causare prurito, bruciore, sanguinamento o dolore, sintomi che normalmente non si associano ai nei benigni.
I fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma includono:
- Esposizione al sole: Le scottature solari, soprattutto durante l’infanzia, aumentano il rischio di melanoma.
- Fattori genetici: Se un familiare ha avuto melanoma, il rischio è maggiore.
- Tipo di pelle: Le persone con pelle chiara sono più suscettibili.
- Età: Il melanoma è raro nei giovani, ma il rischio cresce con l’età, in particolare dopo i 60 anni.
Se notate una lesione nuova o se un neo cambia aspetto, è sempre consigliabile consultare un dermatologo. Una diagnosi precoce è essenziale: quando il melanoma è rilevato nelle fasi iniziali, il trattamento è meno invasivo e molto più efficace. In caso di dubbi, il dermatologo può eseguire una dermatoscopia e, se necessario, una biopsia per esaminare la lesione al microscopio.
Negli ultimi anni, la medicina ha fatto progressi significativi nel trattamento del melanoma avanzato. Prima del 2018, la sopravvivenza per il melanoma in fase avanzata era di circa sei-otto mesi, ma oggi, grazie alle nuove terapie, la durata della vita media dei pazienti è significativamente aumentata.

Cos'è la regola ABCDE? (valtellinamobile.it) 










