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Alpi, il ghiacciaio dei Forni il secondo più grande d’Italia sta morendo

Alpi, il ghiacciaio dei Forni il secondo più grande d'Italia sta morendo. Da inizio anno su regioni arco alpino 72 eventi meteo estremi.

Ghiacciaio dei Forni – Il ghiacciaio dei Forni, il secondo più grande d’Italia, sta lentamente morendo per mano di crisi climatica ed eventi meteo estremi.

Le immagini e la testimonianza che arriva da Carovana dei ghiacciai di Legambiente, salita in quota per la sua terza tappa, accompagnata dagli esperti del Servizio Glaciologico Lombardo, dell’Università Statale di Milano e del Parco Nazionale dello Stelvio, ci raccontano di un ghiacciaio sempre più sofferente.

Dall’inizio del secolo ad oggi è arretrato di 3 km e nelle giornate più calde arriva a perdere 10 cm di spessore in un giorno. Preoccupa il ritmo della fusione, ma anche il suo annerimento, così come l’aumento della copertura detritica e la disgregazione della fronte.

In particolare, dal 2014 al 2022, stando ai dati dell’Università di Milano, la fronte del ghiacciaio si è ritirato di oltre 400 metri mentre la perdita di spessore è stata di 70 metri in alcuni punti, pari all’altezza di un palazzo di venti piani. Emblema della sua sofferenza, la sua lingua inferiore tagliata dalle rocce che fino a qualche anno fa erano coperte dal ghiaccio.

A pesare sullo stato di salute del ghiacciaio non sono solo le alte temperature, ma anche gli eventi meteo estremi a partire dalle piogge intense e torrenziali sempre più frequenti anche sopra i 3000 metri di quota.

Le ultime piogge, quelle dei giorni scorsi che hanno colpito le Orobie Valtellinesi e i territori limitrofi delle Orobie con 200mm di acqua caduti in soli due giorni e la Valfurva con 60 mm in 1 giorno (24h), hanno causato la parziale esondazione del torrente Frodolfo e danneggiato un tratto del sentiero che dal Rifugio Forni porta al ghiacciaio, come ha potuto constatare Carovana dei ghiacciai durante l’escursione in quota insieme al Servizio Glaciologico Lombardo e agli esperti. Rifugi e ghiacciaio restano comunque raggiungibili nonostante i danni del maltempo.

Eventi meteo estremi: A conferma dell’intensità degli eventi meteo estremi sull’arco alpino, arrivano anche i nuovi dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente diffusi oggi insieme a Carovana dei ghiacciai: nei primi otto mesi del 2026, dal 1° gennaio al 23 agosto 2026, sono 72 gli eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni dell’arco alpino.

La Lombardia con 23 eventi meteo estremi è quella più colpita, seguita da Veneto (21) e Piemonte (13). Danni da vento, allegamenti da piogge intense, siccità e temperature record la tipologia degli eventi meteo più ricorrenti in questi primi otto mesi 2026.

Ghiacciaio dei forni

Una fotografia quella tracciata nella tappa lombarda da Carovana dei ghiacciai – campagna internazionale che osserva i ghiacciai alpini in collaborazione con CIPRA ITALIA e la partnership scitifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner principale [ comfort zone ] e partner sostenitore FRoSTA Italia – che mette a fuoco anche l’importanza di camminare in montagna con consapevolezza. Un tema affrontato in questa tappa insieme al Servizio Glaciologico Lombardo percorrendo il nuovo Sentiero Glaciologico Stoppani – Desio, inaugurato lo scorso luglio nella Valle dei Forni.

Lungo circa 4 km, guida visitatori ed escursionisti fino alla fronte dell’omonimo ghiacciaio attraverso 13 tappe informative dedicate alla storia climatica e scientifica del luogo. Senza dimenticare le tracce storiche, il ghiacciaio dei Forni, nel gruppo Ortles-Cevedale (Valtellina), è stato anche “teatro” cruciale della Prima Guerra Mondiale e con la crisi climatica e la fusione dei ghiacciai le tracce della Grande Guerra stanno riemergendo.

Appello Carovana dei ghiacciai e saluto al ghiacciaio: Dal Sentiero Glaciologico Stoppani – Desio Carovana dei ghiacci ha lanciato il suo appello, accompagnata dal suono delle campane tibetane protagoniste del saluto al ghiacciaio in quota, per ricordare che i ghiacciai, le montagne e il paesaggio stanno cambiando sempre più velocemente a causa della crisi climatica.

Serve, dunque, un nuovo approccio nel frequentare la montagna e una maggiore consapevolezza. Inoltre, è importante prevedere più campagne ed iniziative di sensibilizzazione e informazione come quella avviata dal Sentiero Glaciologico Stoppani – Desio, frutto di una collaborazione tra Università degli Studi di Milano, Parco Nazionale dello Stelvio, Fondazione Glaciologica Italiana, Servizio Glaciologico Lombardo, Club Alpino Italiano (CAI) e Comune Valfurva.

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