Lago Bianco Gavia – La Procura di Sondrio ha archiviato l’esposto del comitato Salviamo il lago Bianco a luglio 2025, senza avvisare il legale del Comitato e senza rispondere alle richieste di audizione che negli anni sono state fatte. Lo comunicato il Comitato stesso.
Quindi il Comitato ha continuato ad aggiornare l’esposto con perizie e documenti che finivano, senza saperlo, su un binario morto.
Di conseguenza la miriade di prove tecniche e documentali presenti nell’esposto ed esplicate nell’unico interrogatorio del Comitato presso la caserma della forestale di Bormio non ha sortito alcun effetto.
Il cantiere ha comunque fallito ed è stato smontato e i medesimi attori sono stati poi chiamati al ripristino dei luoghi.
La partecipazione civica al comitato ha raccolto negli anni circa 8.000 €, interamente spesi in oltre 3 anni di battage legale/mediatico che ha portato, però, a questo punto morto.
Per presentare formale reclamo davanti alla giustizia italiana, integrare la petizione EU, far ricorso alla CEDU per violazione delle norme sull’accesso alla giustizia servono almeno altri 2.000 €.
La notizia del 6 agosto 2024
Dopo lo stop del cantiere avvenuto a ottobre dello scorso anno, con un sopralluogo congiunto con il Parco Nazionale dello Stelvio, il Comune Valfurva e la Regione Lombardia, viene concordato il ripristino dei danni inferti all’area protetta.
Un luogo di straordinaria bellezza a 2620 m s.l.m., dove la natura sfida le alte quote con habitat rari, e per questo protetto dalle Direttive europee “Uccelli” (2009/147/CE) e “Habitat” (92/43/CEE), tutelato come Riserva Tresero Dosso del Vallon, nonché ricompreso nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio.
Nonostante questo stato di protezione, lo scorso anno è stato aperto un cantiere con l’obiettivo di sfruttare le acque del lago per alimentare il sistema di innevamento artificiale a servizio delle piste di Santa Caterina Valfurva.
Il progetto prevedeva l’installazione di due condotte e la realizzazione di un’opera per il prelievo dell’acqua sulla sponda del lago.
Le operazioni di infissione delle condotte avevano comportato lo scavo di un cratere per installare la macchina spingitubo che doveva collocare due tubazioni sotto il terreno fino al lago, per prelevarne le acque appunto.
Il passo Gavia, lungo il fronte della Grande Guerra
Lo scavo, inizialmente previsto di 1.7 km, è stato interrotto dal fermo cantiere solo grazie alle azioni di Associazioni e Comitato, ma ora sul terreno rimane una cicatrice ben visibile di 15-20 m di larghezza e 100 m di lunghezza, con un’estensione complessiva di 1500-2000mq.
La vigilanza dei cittadini e del Comitato Salviamo il Lago Bianco prima, e l’intervento dell’Osservatorio delle Associazioni (CAI, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club, WWF) successivamente, hanno condotto, attraverso una staffetta sinergica, a portare le Autorità competenti sul posto, per constare lo stato dei luoghi e valutare le misure di ripristino più idonee alla quota di 2620 m s.lm.











