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Frana del Monte Piazzo: la galleria della statale 36 riapre dopo i lavori, ma il monitoraggio resta costante

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Frana del Monte Piazzo: la galleria della Statale 36 riapre, ma la sorveglianza non si fermerà mai

La frana del Monte Piazzo continua a rappresentare una delle principali criticità della Statale 36, una delle arterie più trafficate della Lombardia. Dopo un importante intervento di consolidamento da 77 milioni di euro, la Galleria Monte Piazzo si prepara però a riaprire con una struttura completamente rinnovata e, soprattutto, con un innovativo sistema di monitoraggio permanente che controllerà il versante 24 ore su 24.

L’obiettivo è uno solo: garantire la sicurezza degli automobilisti lungo un collegamento fondamentale tra il Lago di Como, la Valtellina e il resto della Lombardia. Nonostante i lavori abbiano restituito una galleria praticamente nuova, la presenza della frana rende indispensabile un controllo costante, soprattutto dopo lunghi periodi di pioggia, quando il terreno può tornare a muoversi.

Perché la frana del Monte Piazzo continua a preoccupare

La galleria attraversa una vasta area interessata da una deformazione gravitativa del Monte Legnoncino, dove è presente un corpo di frana ancora attivo. Si tratta di un fenomeno geologico noto da decenni e costantemente monitorato, ma che richiede particolare attenzione perché le precipitazioni intense possono accelerare i movimenti del terreno.

Le criticità erano emerse già negli anni Ottanta e gli eventi alluvionali dei primi anni Duemila avevano provocato ulteriori danni alla struttura, con deformazioni, fessurazioni e cedimenti che hanno reso necessari interventi sempre più importanti.

Un primo consolidamento era stato realizzato negli anni successivi, mentre il nuovo cantiere ha interessato l’intera infrastruttura con una ricostruzione completa del rivestimento, nuove opere di impermeabilizzazione, drenaggio e consolidamento strutturale, oltre alla realizzazione dell’arco rovescio, elemento fondamentale per aumentare la stabilità del tunnel.

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Sensori intelligenti controlleranno ogni movimento della frana

La vera novità dell’intervento è rappresentata dalla tecnologia installata all’interno della galleria. Decine di sensori di ultima generazione saranno in funzione in modo permanente per misurare ogni minimo movimento del versante.

Il sistema rileverà in tempo reale:

  • spostamenti della frana;
  • deformazioni della galleria;
  • tensioni del rivestimento;
  • eventuale evoluzione delle fessure.

Grazie a questo monitoraggio continuo sarà possibile individuare tempestivamente qualsiasi anomalia e programmare eventuali interventi prima che possano verificarsi situazioni di rischio.

La riapertura della canna nord consentirà il ritorno alla normale circolazione sulla Statale 36, mentre il cantiere proseguirà ancora fino alla fine del 2026 per completare tutti gli impianti tecnologici previsti dal progetto. Secondo quanto comunicato durante l’incontro pubblico dedicato alla situazione del Monte Piazzo, i lavori hanno ormai superato l’80% dell’avanzamento previsto.

La galleria della statale 36 che scivola nel lago di Como

Una frana da monitorare anche in futuro

Il completamento dei lavori non significa la fine dell’attenzione sul Monte Piazzo. Gli esperti confermano infatti che il versante continuerà a essere sotto osservazione costante, proprio perché la particolare conformazione geologica richiede un controllo permanente.

L’intervento da 77 milioni di euro rappresenta uno dei più importanti investimenti mai effettuati sulla SS36 e consentirà di aumentare sensibilmente il livello di sicurezza della galleria. Tuttavia, la frana del Monte Piazzo rimane un fenomeno naturale che dovrà essere monitorato negli anni, grazie a una rete di strumenti capaci di fornire dati in tempo reale e garantire interventi rapidi in caso di necessità.

Per migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono questa arteria strategica, la riapertura della galleria rappresenta una buona notizia. La sicurezza, però, continuerà a dipendere da una sorveglianza costante e dall’utilizzo delle più moderne tecnologie di monitoraggio, fondamentali per convivere con una frana che resta tra le più osservate della Lombardia.

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