1 Marzo 2024 23:37

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La vita media del cappotto termico esterno

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vita media del cappotto termicoVita media del cappotto termico

Il cappotto termico rappresenta l’ultima barriera di protezione della facciata di un edificio. Pertanto, è fondamentale progettarlo accuratamente, indipendentemente dai materiali utilizzati. Questo permette di prendere le dovute precauzioni per la manutenzione preventiva, garantendo la sua funzionalità e prolungando la sua durata nel tempo. Infatti, la vita media di un cappotto termico è di almeno 40 anni, ma con le giuste precauzioni può durare quanto l’edificio stesso, prevenendo l’invecchiamento dei materiali.

Per garantire la massima durata del cappotto termico, è essenziale effettuare una manutenzione regolare e sistematica. Questa dovrebbe includere una serie di controlli e azioni mirate a preservare gli standard di funzionalità, efficienza, affidabilità e qualità dell’edificio per il quale è stato progettato.

Proteggere le parti basse della casa – E’ fondamentale proteggere la parte inferiore dell’edificio, sia che si trovi sotto il livello del suolo o al livello del percorso esterno. Si può aumentare la resistenza agli urti intervenendo specificatamente nelle aree più vulnerabili e a rischio, come quelle vicine alle fondazioni dell’edificio. Per proteggere l’area sotto il basamento da schizzi d’acqua e altre sostanze, si può installare una fascia di ghiaia drenante. Queste aree potrebbero necessitare di riparazioni più frequenti. Inoltre, potrebbe essere utile la posa di di intonaco supplementare o un rivestimento più resistente realizzato su misura.

Vita media del cappotto termico

Allontanare l’acqua dalle facciate – La presenza di umidità causata da acqua in stagnazione può favorire la crescita di microrganismi come alghe e funghi. Pertanto, è essenziale creare un ambiente in cui l’acqua sulla facciata possa essere drenata facilmente senza dimenticare di pianificare pulizie regolari, eventualmente seguite da una nuova verniciatura con pitture autopulenti.

CAPPOTTO TERMICO INTERNO E CONDENSA

Proteggere sporti, davanzali e copertine – Elementi come le sporgenze del tetto, davanzali di finestra, muretti e testate di parapetti, o un gocciolatoio non adeguatamente dimensionato possono facilitare l’accumulo di sporco. Di conseguenza, serve proteggerli con opportune barriere all’acqua: scossaline, coperture e pietra. Inoltre, è necessario programmare controlli periodici per valutare la necessità di rimuovere eventuali parti deteriorate e ripristinare le superfici. Per le superfici orizzontali non protette, un controllo annuale è sufficiente, ma per superfici chiare o bianche non protette o molto esposte alla polvere, meglio un controllo ogni sei mesi.

Installare correttamente i carichi sulle facciate – Per consentire l’aggiunta di carichi sulla facciata dopo l’installazione del sistema di isolamento termico, è importante pianificare durante la progettazione dei punti specifici dove tali carichi potranno essere installati senza rischiare di danneggiare il sistema di isolamento termico a cappotto. Si deve evitare di perforare o forare il cappotto, a meno che non sia presente un elemento specifico per l’installazione di carichi. Altrimenti, l’impermeabilità del sistema potrebbe essere compromessa, con conseguente rischio di future infiltrazioni d’acqua e deterioramento del materiale a causa di fissaggi non adeguati o sottodimensionati.

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