Nuove regole sulla guida e l’assunzione di farmaci: ora si che bisogna prestare la massima attenzione a quello che si fa. Cosa è cambiato.
Con il recente aggiornamento dell’articolo 187 del Codice della Strada, la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope è punita anche in assenza di alterazione evidente delle capacità psico-fisiche. Questo significa che basta una positività al test antidroga per incorrere in sanzioni severe: ammende fino a 6.000 euro, arresto fino a un anno, sospensione della patente da uno a due anni e in alcuni casi persino la revoca della patente. Inoltre, la confisca del veicolo è prevista in caso di condanna o patteggiamento.
Questa legislazione pone un problema concreto per chi assume medicinali con potenziali effetti psicotropi, anche se prescritti regolarmente. L’assenza di una lista ufficiale e chiara dei farmaci “a rischio” alimenta dubbi e preoccupazioni, soprattutto su farmaci di uso comune come antistaminici, ansiolitici, sedativi, e antidolorifici.
Tachipirina e Oki: i più diffusi sotto la lente della legge
Tra i medicinali più utilizzati dagli italiani, la Tachipirina, il cui principio attivo è il paracetamolo, e l’Oki, contenente ketoprofene, sono spesso oggetto di domande riguardo alla loro influenza sulla guida.
Secondo le informazioni aggiornate, la Tachipirina non altera la capacità di guidare né può dare origine a un falso positivo nei test antidroga. Questo è confermato anche dal foglietto illustrativo ufficiale, che non segnala controindicazioni relative alla guida. Tuttavia, è consigliabile portare con sé la prescrizione medica, soprattutto in caso di controlli o contestazioni, per dimostrare l’assunzione legittima del farmaco.
Il paracetamolo è indicato come antipiretico e analgesico per dolori di media entità, e viene venduto in diverse formulazioni: compresse, granulato effervescente, sciroppo e supposte, con posologie calibrate per bambini e adulti. Nonostante la sicurezza generale, va assunto con cautela in soggetti con insufficienza epatica, anemia emolitica o in terapia con farmaci che ne modificano il metabolismo.
Diversamente dalla Tachipirina, l’Oki, un antiinfiammatorio non steroideo a base di ketoprofene, presenta nel foglio illustrativo un’esplicita raccomandazione: “Si raccomanda di evitare di guidare, usare macchinari o svolgere attività che richiedano particolare vigilanza”. Questo perché il ketoprofene può causare sonnolenza, alterazioni della concentrazione e reazioni avverse come vertigini o disturbi gastrointestinali.
L’Oki è indicato per dolori associati a stati infiammatori, tra cui quelli osteoarticolari e post-operatori. Il farmaco è controindicato in casi di grave insufficienza cardiaca, epatica o renale, ulcera peptica attiva, allergie ai FANS e nel terzo trimestre di gravidanza.
Va ricordato che l’uso concomitante di Oki con altri farmaci – come anticoagulanti, corticosteroidi o antidepressivi – può aumentare il rischio di effetti collaterali gravi, compreso il sanguinamento gastrointestinale. La cautela è particolarmente necessaria negli anziani, nei pazienti con anamnesi di ulcera o in trattamento con medicinali che influenzano la coagulazione.

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Nonostante Tachipirina e Oki non siano chiaramente indicati come cause accertate di falsi positivi nei test antidroga, farmaci contenenti cannabinoidi, oppioidi, benzodiazepine o barbiturici possono indurre risultati positivi anche in assenza di abuso.
Le autorità sconsigliano pertanto l’assunzione di antistaminici, ansiolitici e sedativi prima della guida, proprio per evitare rischi sia per la sicurezza stradale sia per la posizione legale del conducente.
In caso di controllo, è fortemente consigliato mostrare agli agenti la prescrizione medica o, se si riceve una sanzione, presentarla al Giudice di Pace in fase di ricorso. Questo può aumentare significativamente le probabilità di annullare la multa o evitare la sospensione della patente, soprattutto se l’assunzione del farmaco è giustificata da motivi di salute.

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