Domenica 05 dicembre 2021

Scossa Elettrica: un successo la serata musicale a Chiavenna

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Successo anche a Chiavenna per la serata musicale targata “Scossa Elettrica” organizzata al Teatro della Società Operaia dall’associazione ForteMente. Il secondo volume della storia del rock valtellinese, quello che copre il periodo dal 1980 al 2013, è stato presentato dagli autori Paolo Redaelli e Dario Toccalli, come era già avvenuto due anni fa, con un concerto che ha visto protagonisti quattro gruppi. Sul palco, oltre agli intramontabili The Scratchs, anche Riwina, Three Meerkats e The Wild Child a rappresentare il presente della scena valtellinese e valchiavennasca. Nell’atrio, la mostra con immagini del periodo , registratori dalla bobina al digitale e le bellissime chitarre elettriche realizzate dal liutaio Fabiano Scuffi di Chiavenna.
Hanno aperto la serata The Scratchs (Mirko Tavani, chitarra e voce; Marco Bettomè, chitarra e voce; Max Spinelli, basso e voce, Dario Toccalli, batteria), proponendo un excursus nei suoni degli anni Sessanta, tra Beatles, Kinks, Corvi e Creedence con una bella versione di “Don’t Let Me Down” dei Fab Four. Spinelli ha sfoderato per l’occasione un fiammante basso gentilmente concesso da Scuffi delle cui prestazioni è rimasto entusiasta. Poi, un balzo temporale al ventunesimo secolo con i Riwina (Matteo Bianchi Fanciulli, voce; Abramo Forno, chitarra; Ferruccio Catelotti, basso; Niccolò Mufatti, chitarra; Paolo Rabbiosi, batteria) che hanno esguito un paio di brani dal loro cd “Metamorfosi” senza rinunciare ad un omaggio al passato con “Sunday Afternoon” dei Kinks, “Pugni Chiusi” dei Ribelli di Demetrio Stratos e “Insieme a te sto bene” di Battisti in decisa chiave Black Keys. Suoni di marca decisamente anni Settanta quelli del power trio Three Meerkats (Federico Morelli, voce e chitarra; Mattia Cazzaniga, basso; Maurizio Parora, batteria), un rock blues con venature funky ispirato da Jimi Hendrix (di cui sono state eseguite in medley “Foxy Lady e “Purple Haze”) e Stevie Ray Vaughan, e molti brani di composizione propria.
In un crescendo di sonorità pesanti e poi toccato ai The Wild Child con il loro carismatico cantante Cristian Nava e un metal deciso e senza compromessi, pur ricco di variazioni melodiche. Marco Gilardoni (chitarra), Fabio Gilardoni (basso), Francis (chitarra) e il giovanissimo batterista Dimitri hanno offerto un’ esibizione caratterizzata da grande energia, tra tributi ai Black Sabbath (“Paranoid”) e brani originali dei loro due album, seguita dal pubblico che ha spesso cantato in coro con la band nerovestita.

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