Dicembre 4, 2022 16:40

Le novità che stanno cambiando il mercato del fotovoltaico


Il mercato del fotovoltaico sta cambiando a causa dei rendimenti in crescita degli impianti, grazie agli ottimizzatori di ultima generazione e al fatto che, con gli accumuli, si può consumare la propria energia quando si vuole. Infine, abbinando delle pompe di calore, si può produrre anche climatizzazione estiva e riscaldamento invernale.
In un paese come il nostro bagnato dal sole un impianto fotovoltaico si ripaga da solo mediamente in quattro anni.

Oggi acquistare un impianto fotovoltaico costa l’80% in meno rispetto alla metà dei primi anni 2000. Non solo, occupa meno spazio rispetto al passato e rende di più non solo in termini assoluti, ma anche di tempo, dato che un pannello di ultima generazione riesce ormai ad offrire un rendimento di qualità per 35 anni almeno.

Tra le possibilità sempre più sfruttate tra quelle che la tecnologia offre attualmente a prezzi sempre più accessibili, sicuramente si deve parlare degli ottimizzatori, che sono dei dispositivi intelligenti che riesco ad aumentare la resa dell’impianto del fino al 25%. Ma ovviamente anche i moderni inverter integrati con gli accumuli non sono da meno, che possono permettere la conservazione e l’utilizzo a posteriori dell’energia prodotta e non consumata sul momento.
Inoltre, abbinando l’impianto fotovoltaico ad una pompa di calore si produce gratis riscaldamento, climatizzazione estiva e acqua calda.

Problemi di smaltimento dei pannelli non esistono in quanto lo smaltimento è gratuito ed offerto dai produttori che sono iscritti ai consorzi nati per questo motivo.
Stesso discorso per l’ipotetico aumento del valore catastale degli edifici coinvolti nell’installazione, dal quale sono esclusi gli impianti domestici da 3kW (i più diffusi).

Da ricordare sempre che tra i tanti bonus e agevolazioni disponibili sia a livello statale che regionale o locale si deve tenere presente che se si decide di accedere al Superbonus si perde la possibilità dello scambio sul posto e si rinuncia alla maggior remunerazione dell’energia che si può immettere in rete. AL contrario optando per l’acquisto di un accumulo, non si perde questa possibilità, oltre al fatto che la spesa relativa ricade nel bonus 110%.

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