40 marmotte aviotrasportate da Livigno a Edolo


Il 18 maggio presso il Lago d’Aviolo in Comune di Edolo sono state liberate 40 marmotte provenienti dalla vicina Valtellina. Si tratta del primo risultato di un progetto – voluto dalla Comunità Montana di Valle Camonica nel suo ruolo di ente gestore del Parco dell’Adamello – che mira a rafforzare la popolazione dell’area.
Le marmotte nonostante il “complesso” trasferimento, una volta liberate si sono trovate a loro agio ed hanno subito preso possesso del nuovo territorio che le ospiterà in futuro.
La scelta dell’Aviolo non è casuale: proprio in quest’area, verosimilmente a causa degli inverni con molta meno neve, la popolazione autoctona di marmotte si è notevolmente ridotta. Infatti è da anni che alcuni attenti osservatori segnalano al Parco ed ai rifugisti del Rifugio Occhi questo fenomeno: la graduale scomparsa di questo Mammifero è un chiaro segnale del cambiamento climatico, soprattutto perché in tempi passati era molto comune sentire i suoi fischi di allarme, in particolare nella porzione più interna della conca.
L’occasione giusta si è presentata quando, in un’area della vicina Valtellina, è emerso il problema opposto di sovrappopolazione: è stato quindi possibile trasferire alcuni esemplari all’interno del Parco Naturale dell’Adamello. L’operazione si è svolta con il coordinamento del personale tecnico del Parco ed in particolare dalla Biologa dr.ssa Anna Maria Bonettini e con il preziosissimo aiuto di un gruppo di Guardie Ecologiche Volontarie, di altri volontari e dei rifugisti.
Il progetto proseguirà con la liberazione di un secondo e ultimo gruppo di animali che si terrà nei prossimi giorni: ci auguriamo che da questa estate dall’osservatorio faunistico dell’Aviolo, oltre ai camosci si potranno tornare ad ammirare le marmotte ed udirne i caratteristici fischi d’allarme!
Il progetto prevede anche il monitoraggio scientifico della popolazione nei prossimi anni.
La notizia del 31 maggio 2021
Dopo alcuni anni che i contadini sollevavano il problema del sovraffollamento delle marmotte che rovinavano i pascoli, Livigno ora ha deciso di trasferirle. Ne hanno censite circa 400, in particolare nella zona del lago del Piccolo Tibet, e con la loro “opera” il terreno era difficile da sfalciare oltre a mettere in pericolo i mezzi agricoli che vengono utilizzati per lo sfalcio.
Il Comune ha deciso che 300 marmotte verranno prelevate in due anni e trasferire in altre province (Brescia e Verona) perché sono troppe per spostarle in altre zone di Livigno.
La cattura degli animali, utilizzando trappole e lacci e trappole, con l’approvazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, è stata seguita dalla polizia provinciale e dall’associazione di esperti ambientali Dream Team. Successivamente sono state visitate dal veterinario per il controllo delle malattie trasmettibili agli uomini e infine le marmotte sono state microcippate.


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