21 Maggio 2024 18:50

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La scalata da Prato allo Stelvio, 48 tornanti nella storia del ciclismo

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Da Prato allo StelvioDa Prato allo Stelvio

Il Passo dello Stelvio, situato a 2.758 metri di altezza sulle Alpi Retiche, rappresenta il valico più elevato d’Italia e uno dei tracciati più suggestivi e impegnativi per gli amanti del ciclismo su strada. Questo luogo sacro per i ciclisti si trova al punto d’incontro tra la Svizzera e l’Italia, regalando un’abbondanza di cultura e bellezze naturali.

Ci sono tre ragioni principali che lo rendono unico: è il palcoscenico di sfide epiche che narrano la storia del ciclismo; è caratterizzato da salite implacabili che conducono a quote dove l’aria è rarefatta e spesso gelida; e offre uno scenario straordinario. Tuttavia, la salita non è accessibile a tutti se non si è ciclisti allenati o atleti con gambe forti. Questo aggiunge un tassello prezioso all’emozione di raggiungere il cartello del Passo, rendendolo una tappa imprescindibile nella vita di ogni ciclista.

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Per affrontare questa montagna leggendaria, ci sono tre percorsi principali: il primo parte da Prato allo Stelvio, il secondo da Bormio e il terzo da Santa Maria Val Monastero, in gran parte situato sul territorio svizzero. Tutti e tre offrono sfide coinvolgenti, ma le strade dei versanti italiani, spesso scelte nel Giro d’Italia, sono particolarmente apprezzate.

48 tornanti  1851 metri di dislivello

Iniziamo la nostra scalata dal versante di Prato, considerato il più difficile. Questo percorso è famoso per i suoi 48 tornanti e un dislivello notevole di 1.851 metri. La salita è impegnativa, con pendenze medie intorno all’8%. La strada si snoda attraverso paesaggi mozzafiato, ma richiede un impegno costante.

La salita diventa più ardua a Gomagoi, dove la pendenza aumenta e si inizia a scalare la montagna verso la pineta a Trafoi. Anche quando si supera il limite dei 2.000 metri, la salita continua senza tregua, con una serie di tornanti che sfidano la resistenza e la determinazione del ciclista.

La sfida verso la vetta richiede una buona preparazione fisica e mentale. Anche se la vista panoramica ripaga dello sforzo, la salita dello Stelvio è un’impresa che richiede dedizione e allenamento. Il tempo impiegato dipende dall’allenamento individuale, ma è consigliabile pianificare circa 2 ore per la salita, con la possibilità di prolungarsi fino a 4 ore per godersi appieno il panorama e fare delle pause rigenerative.

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