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La grotta dei miracoli, un luogo magico scavato nella roccia: il gioiello segreto della Valtellina

Eremo San ColombanoL'Eremo di San Colombano

Luogo di spiritualità e arte immerso nella natura trentina, l’eremo affascina per storia millenaria, leggende e restauri che ne tutelano il valore

L’Eremo di San Colombano rappresenta un autentico gioiello architettonico e spirituale incastonato nel cuore del Trentino, precisamente nel comune di Trambileno, a pochi chilometri da Rovereto. Questo luogo, sospeso tra natura selvaggia e fede millenaria, continua a suscitare fascino e suggestione, nonostante sia attualmente chiuso per lavori di restauro volti a preservare la sua integrità storica e artistica.

L’Eremo di San Colombano, in Trentino – (valtellinamobile.it)

Riconosciuto come santo dalla Chiesa cattolica, ortodossa e anglicana, Colombano è venerato in molte località europee e patrono di diverse comunità, oltre che dei motociclisti. Il suo lascito spirituale include la regola monastica che ha influenzato la vita religiosa del Medioevo e l’introduzione della confessione privata.

Un miracolo architettonico sospeso sulla valle del Leno

L’eremo si trova a circa 3 km da Rovereto, arroccato a mezza altezza su uno strapiombo di circa 120 metri sopra il torrente Leno. Vi si accede attraverso un percorso a piedi che culmina in una scalinata di 102 gradini, interamente scolpita nella roccia viva. La struttura, protetta da un tetto naturale di pietra, fu edificata intorno al X secolo, con la prima attestazione documentaria risalente al 1319, quando il conte Guglielmo Castelbarco fece un lascito alla chiesa dedicata a San Colombano, il santo irlandese che dà il nome all’eremo.

L’Eremo di San Colombano in Valtellina – (valtellinamobile.it)

La leggenda popolare narra che il giovane San Colombano uccise un drago che infestava la grotta, un mito che simboleggia la vittoria del bene sul male. Storicamente, il sito fu frequentato fin dall’anno 753 da monaci eremiti, probabilmente provenienti dal monastero di Bobbio, che scelsero questo luogo isolato per ritiri spirituali e meditazioni in completa solitudine, secondo la pratica del romitaggio prescritta dalla regola monastica.

Dopo secoli di abbandono e successiva cura da parte degli abitanti della valle, l’eremo è stato oggetto di un importante intervento di restauro promosso dalla Provincia autonoma di Trento nel 1996, che ha riportato alla luce affreschi originali risalenti al XV secolo. Tra questi spiccano le scene della lotta tra San Colombano e il drago e la raffigurazione del Paradiso, oltre a un altare maggiore decorato con una Madonna e santi.

Colombano di Bobbio, nato intorno al 540 in Irlanda, è una figura di primaria importanza nella storia del monachesimo europeo. Dopo un’intensa formazione religiosa, tra cui gli studi presso il monastero di Bangor, intraprese una lunga peregrinatio missionaria che lo portò a fondare numerosi monasteri in Europa, fra cui quelli di Luxeuil e Bobbio. La sua vita fu caratterizzata dall’ascetismo rigoroso e da una profonda dedizione alla diffusione del monachesimo celtico.

Attualmente, l’accesso all’Eremo di San Colombano è gestito da volontari del Comitato Amici di San Colombano, che promuovono iniziative culturali e religiose, come la tradizionale fiaccolata natalizia e la celebrazione della messa nel periodo delle festività. Nonostante la chiusura temporanea per lavori di restauro, il sito è inserito nel percorso escursionistico “I Tesori di Trambileno”, che permette di scoprire le bellezze storiche e naturali della valle.

Oltre al rilievo storico e religioso, il nome San Colombano è legato anche a prodotti tipici della tradizione enogastronomica lombarda. Nel comune di San Colombano al Lambro, nella provincia di Lodi, si produce un vino DOC tranquillo, una miscela di Barbera, Croatina e Uva Rara, apprezzato per la sua struttura morbida e i sentori fruttati. Questo vino, ideale in abbinamento a piatti della tradizione locale e a formaggi come la Raspadura, testimonia come il nome di San Colombano sia divenuto simbolo anche di eccellenza agricola e culturale in altre regioni italiane.

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