19 Luglio 2024 17:23

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Come funziona la cedolare secca per gli affitti

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Cedolare secca affitti – La cedolare secca è un sistema di tassazione alternativo all’IRPEF e ai relativi addizionali sui redditi derivanti dalla locazione, che assicura l’esenzione dall’imposta di registro e dall’imposta di bollo, normalmente applicate sui contratti di locazione. Questo regime, opzionale e applicabile solo quando il contratto di locazione è stipulato tra persone fisiche e riguarda immobili destinati ad uso abitativo, può essere attivato al momento della registrazione del contratto, tramite la compilazione del modello RLI fornito dall’Agenzia delle Entrate. Prevede principalmente due aliquote, del 10% e del 21%, applicate in base alle specifiche caratteristiche del contratto.

Cedolare secca affitti – Le caratteristiche principali di questo regime includono il versamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sul reddito che il locatore ottiene dall’affitto dell’immobile; inoltre, esso prevede l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo per la registrazione, la proroga o l’eventuale risoluzione del contratto. Il regime può essere optato sia dal proprietario dell’immobile che dal titolare di un diritto reale di godimento. Se ci sono più di un titolare, ciascuno può liberamente decidere di applicare questa formula senza che ciò influenzi le scelte degli altri. Una volta scelto il regime, esso sarà valido anche per tutte le pertinenze della casa, come un box o una cantina, affittate insieme all’abitazione. Optando per questo regime, si rinuncia alla possibilità di richiedere l’aggiornamento del canone di locazione, compresa la variazione accertata dall’Istat.

Il contratto con cedolare secca può essere applicato a tutti quegli immobili che appartengono alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa A10).
Le aliquote della cedolare secca sono due:
21% sui contratti di affitto a canone libero per immobili a uso abitativo;
10% per i contratti a canone concordato, di solito per locazioni per case che ci trovano in comuni con carenze di disponibilità abitative e negli altri comuni ad alta tensione abitativa indicati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile.

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