Dicembre 4, 2022 20:14

Cambiare fornitore di luce o gas: le voci da valutare


I continui rincari del prezzo di elettricità e gas stanno incentivando i consumatori a cercare e valutare nuovi fornitori al fine di cercare dei risparmi nelle bollette.

Perché non basta più prestare più attenzione alle abitudini di tutti i giorni, come spegnere i dispositivi in stand-by, usare elettrodomestici solo a pieno carico o cuocere contemporaneamente più pietanze quando si usa il forno.

Ma non è facile districarsi in questo mercato e individuare il fornitore che prospetta soluzioni e opzioni più vantaggiose e adeguate partendo dalle abitudini di consumo di cittadini (famiglie) e imprese. Sono tanti i parametri da considerare per comprende le voci che si ripercuotono in bolletta.

Bollette morose: cosa succede dopo il mancato pagamento

Per farlo bisogna partire dalle diverse fasi che hanno dei costi e compongono la filiera dell’energia elettrica: produzione, vendita all’ingrosso, trasmissione e distribuzione al dettaglio.
In questo senso ci viene in aiuto l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che relativamente alle bollette del 4° trimestre 2022 ci dice che saranno composte con queste percentuali: spesa per la materia energia 83,9% (include approvvigionamento energia e compenso al distributore per la commercializzazione al dettaglio), imposte 10,3%, trasporto e gestione del contatore 5,8%,

Per fare una valutazione accurata nel cambiare fornitore si devono considerare più voci e tutte insieme per stabilire l’eventuale convenienza rispetto ad altre offerte: tariffa, costo materia prima, costo commercializzazione, abitudini di consumo, la differenza fra tariffa a costo fisso, quindi invariato per la durata del contratto, e indicizzato, di conseguenza soggetto all’andamento dei mercati.

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