Cronaca

Caduta fatale in un dirupo per 71enne in cerca di funghi

Caduta fatale in un dirupo

Caduta fatale in un dirupo – Un uomo di 71 anni di Colico, M.G. le iniziali, ha perso la vita in un dirupo nella zona di Piantedo.

Era uscito ieri mattina in cerca di funghi.

Il suo rientro era previsto per il pomeriggio ma i familiari, a causa del ritardo, si sono allarmati e hanno chiesto aiuto.

Le ricerche sono partite nel tardo pomeriggio di ieri, verso le 18:30, e proseguite anche durante la notte.

Impegnate circa 120 persone, di cui 70 tecnici del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).

Presenti anche due UCRS (Unità cinofile da ricerca in superficie) e i tecnici coordinatori di ricerca del Soccorso alpino, specializzati nella gestione di operazioni complesse nell’ambito della ricerca di persone disperse.

Caduta fatale in un dirupo

Sul posto anche Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigili del fuoco e protezione civile.

Sono stati rinvenuti dei bastoncini da montagna appartenenti alla persona dispersa e questo ha reso possibile circoscrivere la ricerca a un’area più ridotta.

All’alba è arrivato l’elicottero per una ricognizione dall’alto, che ha permesso di localizzare il corpo dell’uomo, senza vita, in fondo a un dirupo, in una zona boscosa e molto impervia, in località Pian delle ciliegie, a circa 850 metri di quota.

L’eliambulanza del 118 di Como ha recuperato la salma, portata nella camera mortuaria dell’ospedale di Morbegno.

Si è trattato di un intervento complesso, in cui è stata fondamentale la collaborazione tra le diverse forze in campo.

Trattandosi inoltre di un intervento avvenuto al confine delle zone di competenza delle Delegazioni CNSAS di Valtellina – Valchiavenna e Lariana, è stato molto importante il coordinamento tra le diverse Stazioni intervenute (Morbegno, Dongo, Valsassina, Lecco e Lario Occidentale).

Le frequenti esercitazioni, anche congiunte, alle quali i soccorritori del CNSAS sono periodicamente tenuti a partecipare, permettono di operare in sinergia e di aumentare le probabilità di portare a termine un intervento in modo positivo.

La sicurezza in montagna va interpretata come un dovere irrinunciabile che rispetti prima di tutto le persone e la loro incolumità, senza creare illusioni e false garanzie.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è l’ente di riferimento in Italia per il soccorso in ambiente montano e ipogeo. Svolge compiti di pubblica utilità operando attraverso tecnici volontari altamente specializzati.

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Compiti principali

Soccorso tecnico-sanitario: intervento in caso di infortuni o malori in montagna, pareti di roccia, grotte e zone impervie.

Ricerca dispersi: operazioni di localizzazione e salvataggio di persone smarrite in territori ostili.

Recupero caduti: Gestione del recupero delle salme di persone decedute in zone non altrimenti accessibili.

Prevenzione e vigilanza: attività volte a ridurre il rischio di infortuni durante sport e manifestazioni in montagna.

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Protezione Civile: collaborazione in caso di calamità naturali, anche fuori dall’ambiente alpino.

Il Soccorso Alpino viene attivato solitamente tramite la Centrale Operativa 112/118.

Coordinamento: gestisce tecnicamente i soccorsi definendo risorse e mezzi necessari (squadre a terra o elisoccorso).

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Elisoccorso: fornisce tecnici di elisoccorso che operano con medici e infermieri su elicotteri dotati di verricello.

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Costi: in molte regioni italiane il soccorso sanitario è gratuito per le emergenze reali, ma potrebbero essere applicati ticket o costi interi per chiamate immotivate o per comportamenti ritenuti irresponsabili.

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