L’alternativa al gas contro il caro bollette

Da mesi milioni di italiani si stanno ritrovando la bolletta del gas e dell’energia elettrica in aumento.
Secondo la Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili, gestori di impianti di teleriscaldamento alimentati a biomassa vergine, ai clienti allacciati alle reti stesse il prezzo del calore è rimasto pressoché stabile o, in alcuni limitati casi, con un leggero aumento non superiore al 3%.
Perché quindi ostinarsi a tutti i costi all’impiego del gas quando, almeno nelle zone montane, vi sono alternative rinnovabili più economiche e volte veramente alla transizione energetica? Meglio promuovere le fonti rinnovabili presenti sul nostro territorio, quali le biomasse legnose derivanti dalla gestione sostenibile dei nostri boschi con notevoli ricadute ambientali, occupazionali, economiche e sociali sui territori stessi.
Bruxelles propone di incrementare la quota di rinnovabile nella definizione di teleriscaldamento efficiente dal 50 all’80%, ma l’Italia continua sulla strada del gas.
Un’alternativa al gas, contro il caro bollette c’è, almeno in montagna. I boschi sotto i nostri occhi da decenni abbandonati, fonte rinnovabile a kilometro zero.

Il teleriscaldamento valtellinese, un connubio tra ambiente e turismo

Quali sono i vantaggi del Teleriscaldamento?
Non si dovranno più sostenere le spese di acquisto, manutenzione e verifiche periodiche della caldaia e delle canne fumarie. Si otterranno benefici anche in termini di sicurezza nei locali destinati agli impianti termici (assenza di combustione e nessun rischio di scoppio o incendio).
Come funziona la generazione di calore a biomassa?
Le centrali a biomassa producono energia termica grazie alla combustione delle materie di tipo organico, che sono fonti energetiche rinnovabili, come ad esempio il pellet o il cippato. L’energia termica prodotta verrà utilizzata per riscaldare l’acqua che attraverso la rete di teleriscaldamento andrà ad approvvigionare le utenze residenziali.
Quali sono le modalità di connessione alla rete di teleriscaldamento?
Le modalità di connessione alla rete di teleriscaldamento prevedono un sopralluogo tecnico di fattibilità per valutare un possibile percorso delle tubazioni che dalla rete raggiungeranno l’utenza finale. Se l’esito della verifica risulterà positivo, verrà sottoposta al cliente un’offerta di allaccio e, solo dopo l’accettazione, si procederà con i lavori: opere di scavo, posa della tubazione, installazione di una sotto-centrale di utenza e dei relativi contabilizzatori (scambiatore di calore, che attraverso la distribuzione secondaria scalderà lo stabile).

In provincia di Sondrio è presente dalla fine degli anni 90 del secolo scorso il Teleriscaldamento  T.C.V.V.V. S.p.A con impianti a Tirano, Sondalo e Santa Caterina Valfurva.

Il teleriscaldamento ha oltre un secolo di storia ed oggi sta vivendo un momento di trasformazione tecnologica grazie all’evoluzione dalla terza alla quarta generazione, che implica maggiori rendimenti energetici. Una delle caratteristiche più importanti del teleriscaldamento è quella di abbattere la CO₂ e di consentire un risparmio in termini energetici ed economici.

Le tre centrali con reti di teleriscaldamento gestite da TCVVV, situate nei comuni di Tirano, Sondalo e Santa Caterina Valfurva, servono complessivamente oltre 1.250 clienti. Il calore è prodotto da caldaie alimentate da biomassa vergine. L’impianto di Tirano è inoltre dotato di tre serbatoi di accumulo termico necessari per coprire il picco di domanda, di un impianto fotovoltaico e di un sistema di recupero del calore sui gas di combustione di una delle caldaie.

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