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Stanchezza mentale persistente: attenzione agli squilibri invisibili che in pochi conoscono

Stanchezza mentaleStanchezza mentale in aumento - (valtellinamobile.it)

Stanchezza mentale in aumento: cause, sintomi e strategie per riconoscerla e affrontarla. Focus su dieta e stili di vita sani

La stanchezza mentale è un disturbo sempre più diffuso nella società contemporanea, spesso sottovalutato ma con potenziali impatti significativi sul benessere psicofisico. Le recenti ricerche e approfondimenti clinici evidenziano come questa condizione derivi da una molteplicità di fattori, tra cui il ruolo cruciale della vitamina B12 nel mantenimento dell’equilibrio neurologico e metabolico. Dalle cause ai sintomi, fino alle strategie di prevenzione e cura, ecco un quadro aggiornato per comprendere come gestire efficacemente la stanchezza mentale.

Per prevenire e contrastare la stanchezza mentale è fondamentale agire sulle cause scatenanti, adottando uno stile di vita sano e bilanciato. Ciò include una corretta igiene del sonno, la riduzione dello stress, l’attività fisica regolare, una dieta equilibrata ricca di macro e micronutrienti e un’adeguata idratazione. Inoltre, è importante evitare il multitasking eccessivo, favorire momenti di rilassamento e limitare l’uso di sostanze stimolanti o di abuso come alcol e tabacco.

Le cause e i sintomi della stanchezza mentale

La stanchezza mentale si manifesta come una sensazione di affaticamento cognitivo accompagnata da sonnolenza, debolezza, perdita di concentrazione e irritabilità. Sebbene spesso si risolva con un adeguato riposo, quando persiste può essere il segnale di squilibri più profondi e complessi.

Tra i principali fattori che contribuiscono a questo stato vi sono abitudini di vita poco salutari, quali dormire poco o male, abuso di sostanze eccitanti come caffè e tè, consumo eccessivo di alcolici e una dieta povera di nutrienti essenziali. Inoltre, condizioni di stress emotivo prolungato, eventi traumatici, e variazioni ormonali come quelle associate alla menopausa femminile incidono significativamente sull’insorgenza della stanchezza mentale. È noto infatti che la menopausa, con la sua riduzione degli estrogeni, comporta sintomi neurovegetativi quali insonnia, ansia e affaticamento psicologico, contribuendo a un quadro di fiacchezza mentale.

Altri elementi da considerare sono il sovrappeso e il sottopeso, che con meccanismi differenti alterano l’equilibrio fisiologico e influenzano la funzionalità cerebrale. Se i sintomi persistono senza una causa evidente, è fondamentale rivolgersi a uno specialista per effettuare controlli clinici approfonditi.

Stanchezza mentale

Il ruolo della vitamina B12 – (valtellinamobile.it)

I segnali più comuni della stanchezza mentale comprendono confusione, difficoltà di memoria, mal di testa, irritabilità, problemi digestivi e disturbi del sonno, quali insonnia e sonnolenza diurna.

La vitamina B12, o cobalamina, è un micronutriente essenziale per il corretto metabolismo energetico e il funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico. Come riconosciuto dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), essa contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al mantenimento della funzione psicologica e immunitaria, oltre a supportare il normale metabolismo dell’omocisteina e la formazione dei globuli rossi.

La vitamina B12 è presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale, quali carne, pesce, fegato, latte e uova, e la sua biodisponibilità varia in base al tipo di alimento e alle modalità di cottura. Per chi segue diete vegetariane o vegane, o per gli anziani con ridotto assorbimento intestinale, il rischio di carenza è particolarmente elevato.

Dal punto di vista biochimico, la vitamina B12 è una molecola complessa caratterizzata da un anello corrinico con al centro un atomo di cobalto. Nel corpo umano, deve essere assorbita tramite un processo che coinvolge il fattore intrinseco, una glicoproteina prodotta nello stomaco. L’inefficienza di questo meccanismo, causata da condizioni quali gastriti atrofiche, uso di farmaci o patologie infiammatorie intestinali, può determinare un malassorbimento e quindi una carenza di vitamina B12.

La carenza di questa vitamina può provocare anemia perniciosa, affaticamento marcato, formicolii agli arti, e nei casi più gravi, danni neurologici irreversibili.

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