Pensione, cosa succederà nel 2026 con la nuova legge di bilancio? Sarà aumentata o diminuirà l’assegno? Ecco tutto quello che devi sapere.
Quando si parla di pensione, ogni dettaglio fa la differenza. Un piccolo aumento o una riduzione può tradursi in decine di euro al mese, che in un anno diventano cifre non indifferenti. La Legge di Bilancio 2026 promette di portare con sé novità che interesseranno milioni di pensionati italiani. Non è solo questione di numeri, ma di equilibrio tra spese pubbliche e potere d’acquisto delle famiglie.

Soldi in più o in meno? Ecco cosa cambia per la tua pensione – valtellinamobile.it
Tra rivalutazioni, possibili correttivi e modifiche fiscali, il quadro resta incerto. Vediamo insieme cosa potrebbe cambiare concretamente e, soprattutto, come capire se ci saranno soldi in più o in meno sul tuo assegno.
Pensione 2026, avrai più soldi oppure no? Cosa succederà
La rivalutazione è quel meccanismo che permette alle pensioni di adeguarsi al costo della vita. Per il 2026, con un tasso d’inflazione stimato all’1,7%, gli importi dovrebbero crescere di poco. La legge prevede che le pensioni fino a circa 2.400 euro lordi al mese vengano rivalutate al 100%. Chi ha assegni più alti, invece, vedrà osservare percentuali ridotte ovvero il 90% fino a 3.017 euro e il 75% oltre quella soglia. Quindi chi prende pensioni basse o medie vedrà un piccolo aumento, mentre per i redditi più alti l’incremento sarà più contenuto.

Pensione 2026, avrai più soldi oppure no? Cosa succederà – valtellinamobile.it
Un altro punto cruciale riguarda i pensionati che percepiscono importi molto bassi. Attualmente la soglia minima è di 603,40 euro al mese, portata a poco più di 616 euro grazie a un incremento straordinario del 2,2%. Dal 2026, però, questo bonus dovrebbe scendere all’1,5%, traducendosi in un aumento di appena 6 euro al mese. Si parla anche della possibilità di estendere questa rivalutazione straordinaria non solo alle pensioni minime, ma anche agli assegni di invalidità civile e all’Assegno sociale. Un passo che sarebbe molto apprezzato da chi fatica a tirare avanti con importi davvero modesti.
La riforma fiscale in cantiere potrebbe cambiare le cose per i pensionati con reddito medio-alti. L’ipotesi è quella di ridurre l’aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33% e di estendere il limite fino a 60.000 euro lordi annui. In pratica, un pensionato che percepisce 60.000 euro lordi l’anno si ritroverebbe con poco più di 50 euro al mese. Chi guadagna 40.000 euro lordi otterrebbe invece un beneficio di circa 20 euro al mese. Nessuna novità invece per chi resta sotto i 28.000 euro lordi, per loro le aliquote resterebbero le stesse.
Se da una parte gli aumenti saranno modesti, dall’altra la riduzione dell’Irpef potrebbe regalare un po’ di respiro a chi ha pensioni più alte. I pensionati con importi minimi, invece, rischiano di vedere incrementi troppo piccoli per incidere davvero sulla vita quotidiana, a meno che la politica non decide di intervenire in maniera più decisa.






