Botulino, allerta dopo i casi in Sardegna e Calabria: ecco come conservare correttamente i cibi per prevenire la contaminazione da Clostridium botulinum.
I casi di intossicazione da botulino segnalati in Italia, prima in Sardegna e poi in Calabria, riportano al centro del dibattito la necessità di conservare gli alimenti con attenzione.

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Il Clostridium botulinum è un batterio che, in condizioni favorevoli, produce una tossina tra le più pericolose al mondo. Basta una minima quantità per provocare gravi danni neurologici e, nei casi più estremi, la morte. La sua presenza è legata soprattutto a cibi mal conservati, spesso preparati in ambito domestico, dove le pratiche di sicurezza non vengono sempre rispettate. Gli esperti ricordano che la tossina botulinica può svilupparsi in assenza di ossigeno, a temperature favorevoli e in alimenti a bassa acidità. Per questo è fondamentale adottare procedure precise sia nella preparazione di conserve casalinghe sia nella gestione quotidiana di carne, pesce e verdure.
Conserve fatte in casa e alimenti a rischio
La preparazione di conserve casalinghe rappresenta una delle situazioni più delicate. Per abbattere il rischio di contaminazione, gli esperti raccomandano l’uso di barattoli sterilizzati e privi di crepe, da immergere in acqua bollente per almeno dieci minuti prima dell’utilizzo. Altrettanto importante è il trattamento termico degli alimenti: per quelli acidi, come pomodori e frutta, la cottura deve raggiungere i 100°C; per quelli a bassa acidità, come fagiolini o carne, è necessario l’impiego di pentole a pressione per arrivare a 121°C, temperatura che distrugge le spore del batterio.

Conserve fatte in casa e alimenti a rischio – valtellinamobile.it
L’acidificazione degli alimenti con aceto o succo di limone riduce il pH e rende l’ambiente sfavorevole alla proliferazione del botulino. Il sottovuoto deve essere sempre controllato: se il coperchio del barattolo è gonfio, presenta perdite o si apre con facilità, il prodotto non va consumato. In presenza di dubbi, è preferibile bollire il contenuto per almeno dieci minuti prima del consumo.
Verdure a bassa acidità, aglio sott’olio, mais e pesce affumicato sono tra gli alimenti più esposti al rischio. Per questi prodotti, seguire procedure rigorose è indispensabile per prevenire lo sviluppo della tossina.
Conservazione corretta e controlli da fare
Il rispetto della catena del freddo è un altro punto chiave. Gli alimenti deperibili vanno conservati a una temperatura inferiore ai 4°C, consumati entro pochi giorni e riposti in contenitori ben sigillati. Non lasciare mai cibi a temperatura ambiente per più di due ore, limite che si riduce a una sola ora se la temperatura supera i 32°C.
Gli alimenti sott’olio o sott’aceto devono essere completamente coperti dal liquido, conservati in frigorifero e consumati entro poche settimane. Le conserve industriali in scatola vanno controllate attentamente: rigonfiamenti, crepe o sfiati all’apertura sono segnali di rischio e impongono l’eliminazione immediata senza assaggio.
Un ruolo centrale è giocato dall’igiene: lavaggio accurato delle mani, degli utensili e delle superfici, utilizzo di acqua potabile e controlli visivi e olfattivi degli alimenti. Odori anomali, presenza di bollicine, schiuma o muffa sono campanelli d’allarme da non ignorare.
Infine, per la conservazione a lungo termine, è necessario mantenere i prodotti in luoghi freschi e asciutti, con temperature comprese tra 10 e 15°C, al riparo dalla luce diretta. Ambienti caldi o umidi favoriscono invece lo sviluppo del batterio.
La prevenzione resta l’arma principale contro il botulino. Come ricordano le autorità sanitarie, rispettare poche regole chiare consente di ridurre drasticamente il rischio e di consumare conserve e alimenti preparati in casa in piena sicurezza.






