28 Febbraio 2024 00:46

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Quanti soldi in casa? Cosa dice la legge

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Quanti soldi in casaQuanti soldi in casa?

LIMITE DENARO – Non esiste un limite al denaro che possiamo depositare sul conto corrente. Lo stesso dicasi per una legge che vieti alle persone di tenere nella propria abitazione una grande quantità di contanti.

PAGAMENTO CONTANTI – Del resto non si può escludere che le persone siano pagate con soldi  contanti per avere svolto dei lavori, a patto che l’importo non superi il limite di tracciabilità imposto dalla legge. L’obbligo dell’erogazione della retribuzione con modalità tracciabili (assegno o bonifico), infatti, è in vigore esclusivamente per il reddito che deriva da lavoro dipendente, a parte l’eccezione del lavoro domestico che può essere pagato in contanti.

ONERE PROVA – Il Testo Unico sulle Imposte sui Redditi non si applica ai soldi che si tengono in casa, mentre è previsto per il controlli sul conto corrente del contribuente a cui è imputato, in base alla norma, l’onere e la prova di dimostrare con certezza la provenienza (e che sia lecita) dei bonifici incassati sul conto e dei versamenti di contanti effettuati. In sintesi il Fisco non può chiedere chi ha fornito i soldi detenuti in casa e se sono frutto di guadagni leciti, mentre per il denaro sul conto corrente (bancario o postale) che non trova conferma nella dichiarazione dei redditi si deve essere in grado di dimostrare che sono esenti dalle imposte o che sono già statu tassati alla fonte.

COSA FARE SE SI RICEVE UNA BANCONOTA ROVINATA

Quanti soldi in casa? Cosa dice la legge

CONTROLLO – Nel caso di un controllo in casa da parte delle Forze dell’ordine non spetta al cittadino fornire la prova della provenienza dei contanti nelle mura domestiche al fine di giustificarne il possesso per evitare l’accertamento fiscale. Del resto una grande proporzione tra il reddito del contribuente e i contanti presenti nell’abitazione può essere valutato come indizio di evasione o di potenziali illeciti penali commessi per procurarseli.

ACCESSO ALLA CASA – La polizia giudiziaria può accedere alle case dei contribuenti solo se in possesso dell’autorizzazione preventiva rilasciata dal magistrato, atto che può essere fatto solamente se esistono degli indizi di illeciti penali  a carico del cittadino.

INDIZI – Indizi che potrebbero anche essere una grave evasione fiscale: senza presentazione della dichiarazione dei redditi e con 50.000 € di imposte annuali evase; con dichiarazione dei redditi presentata, ma con compensi nascosti e oltre 100.000 € di imposte evase in quell’anno con redditi non dichiarati di 2.000.000 € o superiori al 10% del totale; con dichiarazione dei redditi falsificata con 30.000 € di imposte evase o compensi non sottoposti a tassazione oltre il 5% dell’attivo.

ACCERTAMENTO FISCALE – L’Agenzia delle Entrate è autorizzata a presumere, se non si è in grado di fornire la giustificazione con delle prove scritte relativamente alla provenienza del denaro, che un versamento ingiustificato sul conto costituisca del reddito non dichiarato (in nero), e quindi scatta l’accertamento fiscale con, salvo prova contrario, l’eventuale applicazione di sanzioni.

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