Giovedì 09 dicembre 2021

La miniera d’oro del Melloblocco

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melloblocco 2016 Oggi siamo stati al Melloblocco, di cui siamo media partner, e, nonostante ci aspettassimo quello che viene definito nei comunicati post evento “un successo”, non avremmo immaginato di vedere dal vivo una valle invasa dai colori e dai popoli. Sì perchè la Val Masino in questi quattro giorni (l’evento si svolge da giovedì a domenica) è un crocevia di paesi e nazionalità. Oltretutto in un periodo di bassa stagione. Settimane nelle quali gli operatori turistici valtellinesi spesso chiudono per mancanza di attrattive verso la clientela, motivo per cui, quindi, il “fenomeno” Melloblocco diventa ancora più notevole.
Non parleremo di numeri e presenze, difficili da quantificare, ma anche, spesso, inutili per raccontare una manifestazione, ma di contenuti, e quelli non mancano di certo in Val di Mello.
Sicuramente Melloblocco è una festa, e senza dubbio è appannaggio prima di tutto dei boulder, per la maggior parte amatori, che invadono queste valli e non vi mancherebbero per nulla al mondo. Ma è anche un appuntamento nel quale, lungo i mille spazi di una zona dove il granito da materiale da estrazione sta diventando, anche grazie al “Mello”, da ricreazione, nel senso di utilizzo “illimitato” per il divertimento di scalatori e spettatori.
Dopo tredici anni di raduno sarebbe, forse, utile dare dei meriti, ma non tocca a noi farlo, per quello che molti valtellinesi dovrebbero venire a vedere per riconoscersi in una comunità troppe volte disunita e che in eventi come questi potrebbe trovare, o meglio ritrovare, le proprie origini e un senso di appartenenza che gioverebbe a tutto il turismo della Valtellina.
Sì perchè Melloblocco dovrebbe essere patrimonio di tutte le attività turistiche locali, da Madesimo a Livigno, essendo unico e inimitabile.
Chi scrive non solo non è appassionato di boulderismo, ma è distante, da molti punti di vista, dal mondo che oggi ha visto dal vivo, però non è cieco dal non vedere che, senza esagerare, la Val Masino sta seduta su una miniera d’oro, turisticamente parlando, e che il Melloblocco sia la punta di diamante di un giacimento con un potenziale ancora tutto da esplorare.
A questo evento forse non serve un’anima commerciale, ma una fiamma che accenda tutta la legna accatastata in tredici edizioni e che, se “infiammata”, potrebbe rendere queste zone uno degli avamposti di una promozione nazionale e internazionale della quale la provincia di Sondrio ha sempre maggiore bisogno.
Sandro Faccinelli

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  1. danniele cerri Rispondi

    Complimenti bellissimo articolo

    • Ugo Rispondi

      Imparare l’inglese sarebbe puon punto di partenza.

  2. Yena Rispondi

    Di sicuro non è facendo le multe alle macchine dei turisti che si incrementa il turismo..

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