Mercoledì 26 gennaio 2022

Il clima cambia il colore del ghiacciaio dei Forni, mentre scompare

Condividi

A causa del riscaldamento climatico i ghiacciai delle Alpi e degli Appennini sono sempre più piccoli. Fra qualche anno non esisteranno più. Ma la crisi climatica può ancora essere fermata. Amaro il bilancio finale della Carivana dei Ghiacciai che ha visto dodici ghiacciai monitorati da Legambiente e Comitato Glaciologico Italiano
Il ghiacciaio dei Forni, il secondo più grande in Italia per superficie, riporta un regresso frontale di 2 km negli ultimi 150 anni, passando dai 13,2 km2 di superficie del 1981 agli 11 km2 attuali. Il ghiacciaio dei Forni è uno dei maggiori ghiacciai italiani, secondo per superficie solo all’Adamello-Mandrone. Classificabile come “ghiacciaio vallivo a bacini composti o confluenti”, è costituito (o meglio era costituito) da tre bacini collettori dai quali scendono altrettante colate con vasti seracchi che confluiscono in una zona centrale, formando un’unica lingua. In realtà nell’ultimo decennio flussi provenienti dai bacini superiori si sono sempre più assottigliate e frammentate, tanto che attualmente solo il bacino centrale è in grado di alimentare compiutamente la lingua.
In totale il regresso frontale del ghiacciaio è di circa 2 km negli ultimi 150 anni. La superficie totale del ghiacciaio è passata da 13,2 km2 nel 1981, a 12,9 km2 nel 1991, a 12 km2 nel 2003, a 11,3 km2 nel 2007, a 11,1 km2 attuali. Gli scenari basati sui modelli glacioclimatici mostrano che, a meno di sensibili quanto improbabili modifiche delle tendenze in corso, a metà secolo il ghiacciaio potrebbe conservare solo il 5-17% del volume di oggi, che si potrebbe ridurre al 5-0% a fine secolo.
L’estate si è mangiata una fetta del Ghiacciaio del Morteratsch
Anche questo ghiacciaio sta diventando sempre più scuro negli ultimi anni. Tuttavia, ciò non è dovuto unicamente all’aumento della copertura detritica. Un altro fenomeno che lo interessa è per l’appunto quello dei black carbon, costituito da polveri derivanti dall’inquinamento atmosferico di origine antropica proveniente da incendi e da inquinanti che arrivano dalla pianura. Questa componente, al contrario di ciò che avviene per effetto di una copertura detritica di un certo spessore, fa sì che il ghiacciaio fonda più rapidamente. La presenza di black carbon, di tracce di microplastiche e di vari inquinanti qui, come su tutti i ghiacciai del pianeta, è un altro lampante segnale dell’invadenza dell’impatto antropico sulla terra.

Ultime notizie