Mercoledì 19 gennaio 2022

Grande Guerra, i resti della Seconda linea di difesa della Valle Tellina

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Ciò che resta della “Seconda linea di difesa della Valle Tellina” nei pressi di San Giacomo, realizzata durante i lavori iniziati nel 1916 nell’eventualità di uno sfondamento del fronte dallo Stelvio, durante il primo conflitto mondiale. La “Direzione lavori Alta Valtellina” dell’Esercito riportava nella descrizione dell’organizzazione difensiva. “La linea dell’altipiano di Menarolo scende al Roasco per Calandela, Sbricone, S. Giacomo e Perat, protetta da una fascia di reticolato larga m. 4 – 5 fino alla parete rocciosa che strapiomba sul torrente a valle e a Nord dell’abitato di Perat. Consta di tre tratti: il primo con fronte a nord e nord-ovest fra Menarolo e la mulattiera che da S. Giacomo porta a detta località, è costituita da elementi scoperti ed in cemento armato; il secondo, fra la mulattiera dianzi citata e quella che collega S. Giacomo con Fusine, è costituito come il precedente; il terzo, fra detta comunicazione ed il fondo valle, consta di soli elementi scoperti. Gli ultimi due tratti hanno fronte a nord-ovest con leggera concavità verso l’alto della valle.
Complessivamente vi sono: 15 elementi di trincea scoperti dello sviluppo complessivo di m.108, 9 elementi di trincea in cemento armato dello sviluppo di m. 160, 1 appostamento per mitragliatrice blindato
ricoveri in galleria nel primo e secondo tratto, dei  quali tre capaci di 25 uomini, due di 75 ed uno di 150, 4 ricoveri in roccia prossimi alle trincee capaci di 20 uomini ognuno nel terzo tratto, 1 locale blindato per medicazione. Quasi tutti gli elementi di trincea del primo e secondo tratto sono congiunti da camminamenti n parte attivi. La capacità dei ricoveri, essendo esuberante rispetto allo sviluppo della linea di fuoco, permette di utilizzare una parte per i comandi ed i servizi vari”.
Alessandro Deriu

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