Venerdì 27 maggio 2022

Cave a Novate Mezzola, la posizione del Comune non cambia

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Il Sindaco di Novate Mezzola ha inviato una nota stampa per chiarire, dal punto di vista del Comune, la situazione su Valdimonte e Foppa-Ganda Grossa.

“L’impianto di abbattimento polveri non sembra funzionare in maniera costante; difatti sono state numerose le segnalazioni di colonne di polveri, provenienti dall’impianto di frantumazione. Il Comune ha interessato l’Ufficio cave della Provincia di Sondrio. E’ stata anche inviata una diffida, formulata in seguito ad un verbale ARPA.
Riguardo la barriera acustica che Novate Mineraria avrebbe installato ci sono dei pannelli, ma basta stare a poche centinaia di metri di distanza dal sito estrattivo per sentirne inequivocabilmente il rumore che, spesso, copre addirittura quello delle acque del Torrente Codera.
La situazione sulla nuova attività estrattiva a Novate Mezzola
Relativamente la quantità di materiale inerte depositato risulta al Comune che sia stato depositato ben al di fuori dell’ambito estrattivo. Infatti il Comune ha avviato due procedimenti: sanzionatorio e di rimozione dei cumuli fuori posto.
Nuova frana a Novate Mezzola
Le cave storiche di Novate Mezzola sono definitivamente chiuse e appartengono solo alla storia del paese. Producevano quantitativi esigui di materiale cavato fino a circa 5000 m³ all’anno, impiegando centinaia e centinaia di operai. Oggi si tratta di attività estrattiva di tipo industriale e intensiva in cui centinaia di migliaia di metri cubi di materiale possono essere estratti in pochi anni e dove lavorano una quindicina di persone in tutto.
Novate Mezzola, frana sul monte Avedeé
Per i nuovi siti estrattivi in località Foppa, Montagnola, Ganda Grossa, che al momento sono
solo ipotizzati, si ricorda l’evento franoso avvenuto il 22 gennaio 2021, a seguito del quale sono state evacuate circa 80 persone per 2 giorni. A questo sono seguiti numerosi altri eventi franosi in zone varie e dislocate sull’area del versante sud del monte Avedèe.
Non a caso Regione Lombardia ha stanziato 1.750.000 euro per la costruzione di un rilevato paramassi ed oltre a ciò ci sono altre richieste di intervento per altre aree del versante.
Il procedimento di autorizzazione del nuovo sito estrattivo è tutt’altro che chiuso. Il Comune di Novate ritiene che il progetto di coltivazione presentato da Novate Mineraria sia insufficiente e che un’attività estrattiva in una zona tanto fragile e complessa come quella della Foppa-Ganda Grossa sia oggettivamente pericolosa ed inaccettabile.
C’è stato inoltre un sequestro penale disposto dall’Autorità giudiziaria. E’ stata messa in dubbio la certificazione di avvenuta bonifica eseguita con una copertura d’asfalto che funge da impermeabilizzazione per la percolazione delle acque superficiali. Il 23 maggio 2022 si terrà l’udienza in Corte di appello a Milano per l’impugnazione della sentenza di assoluzione degli imputati da parte del Tribunale di Sondrio. Appello proposto dal Pubblico ministero.

Un’altra criticità rilevata riguarda la condizione in cui viene lasciata la strada comunale sulla quale transitano i camion di cava, che escono non lavati, poiché non è presente un impianto di lavaggio interno al cantiere e viene gettata dell’acqua direttamente sulla strada comunale con un impianto ad ugelli, per il quale il Comune ha di recente chiesto chiarimento in merito alle autorizzazioni che non risultano agli atti degli uffici comunali. Ciò comporta che i materiali depositati sui camion vengano presi in carico dall’acqua a formare una fanghiglia che erode i margini della strada e crea una patina scivolosa pericolosa per chi la percorra. Anche questo è stato segnalato più volte, coinvolgendo anche la Prefettura e le Forze dell’ordine.

Il canale realizzato nella cava della Val di Monte, che si trova all’interno dell’ambito estrattivo non risulta terminato. Infatti ad oggi ci si trova con un canale realizzato a metà nella parte interna alla cava con una larghezza di circa 1.5 m. che confluisce in un ruscello di pochi cm di larghezza. Manca il tratto che dovrebbe confluire nel Torrente Codera. Ciò potrebbe comportare notevoli problematiche per i cittadini residenti e per la viabilità pubblica sotto la quale dovrebbe passare il canale. Nonostante le richieste della documentazione necessaria per adempiere agli impegni del Comune, la società ad oggi non ha ancora prodotto nessun tipo di documentazione”.
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