Cani in montagna: regole e divieti

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cani in montagna regole Come dobbiamo tenere il nostro amico a quattro zampe quando andiamo in montagna?
Quali sono le regole e i divieti? Questo è quello che ogni proprietario di un cane si chiede, durante gran parte della stagione turistica sulle montagne valtellinesi. Non esiste ancora una legge, in Italia, che specifica chiaramente i comportamenti da adottare con il proprio cane mentre si passeggia nei boschi o quando si può liberare e tenere al guinzaglio.
In linea generale, con il cane in montagna bisognerebbe comportarsi come dice l’Ordinanza Martini del 2013 che come prima cosa stabilisce che proprietario o non del cane, chi decide di detenerlo ne ha le piene responsabilità sul controllo.
L’Ordinanza stabilisce anche che, se si vuole condurre il proprio cane nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, bisogna sempre utilizzare un guinzaglio di lunghezza massima di 1,5 metri, ei portare con sé una museruola da applicare in caso di minaccia all’incolumità di altre persone o cose o su richiesta delle autorità competenti, e di avere con sé il necessario alla raccolta delle deiezioni del proprio cane. Da quest’ Ordinanza sono esclusi i cani utilizzati da persone con disabilità, i cani da lavoro per la conduzione delle greggi e i cani delle forze armate e dell’ordine.
In queste poche indicazioni ci sono un’ implicazione ben precisa e un’area di dubbio: l’implicazione è che anche in montagna il proprietario è responsabile del comportamento del proprio cane, per esempio nel caso di disturbo o minaccia ad altri escursionisti, di intralcio o causa di pericolo ad altre persone, e che in città nel caso di danno causato dovrà risponderne personalmente; l’area di dubbio riguarda il fatto che l’Ordinanza parla di aree urbane e luoghi aperti al pubblico, e un sentiero di montagna o un bosco non né fanno parte; proprio qui intervengono i regolamenti dei singoli comuni.
Ogni Comune ha la totale libertà nell’emanare le proprie ordinanze, proprio per questo è sempre meglio controllarle prima di recarsi in una qualsiasi località, siccome la situazione è estremamente variegata e diventa una questione di interpretazione di Ordinanze e Decreti.
I proprietari dei cani devono stare molto attenti, perché spesso le aree boschive ed i sentieri vanno a far parte di parchi faunistici e naturali ed aree protette, in cui vigono leggi per la tutela degli animali; queste regole e divieti vengono chiaramente esposte e segnalate tramite cartelli limitanti.
Gli animali selvatici facenti parte della fauna montuosa sono molto vulnerabili, soprattutto nella fase estiva mentre si preparano all’inverno, e basta che un cane si metta a rincorrere una cerva per poterla portare alla morte, tramite infortuni e l’imminente arrivo dei predatori.
Gli stessi cani possono essere veicolo di malattie tramite le proprie deiezioni, purtroppo i nostri amici a quattro zampe possono ammalarsi anche loro, se in contatto con animali selvatici o mangiando da carcasse possono contrarre rabbia, tubercolosi.
Nei rifugi montani, dove i cani non hanno sempre l’accesso, si decide in base alla situazione, dalla Commissione Rifugi del CAI, ma solo se il rifugio ne fa parte. La legge italiana non vieta l’accesso dei cani nei luoghi pubblici, infatti è il gestore ad avere la facoltà di accettare animali nella propria locanda, segnalando all’ingresso con dei cartelli se l’ingresso dell’eventuale animale sia possibile o meno.


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