Brutte notizie per i pensionati italiani che potrebbero trovarsi con un pungo di mosche in mano per colpa di INPS.
Secondo le ultime comunicazioni dell’INPS, migliaia di pensionati rischiano la revoca della pensione e la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Si tratta di una procedura reale e già avviata, che riguarda chi riceve prestazioni legate al reddito e non aggiorna correttamente i propri dati.
L’istituto previdenziale, infatti, necessita di informazioni aggiornate per verificare l’effettiva spettanza dei pagamenti e in mancanza de dati necessari può anche revocare i diritti. Si tratta purtroppo di una capacità propria dell’istituto INPS che rischia però così di mettere in ginocchio l’economia italiana e le finanze di molte famiglie.
L’INPS non perdona, revoche per tutti
Il problema legato alle revoche riguarda in particolare chi non presenta regolarmente la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o modello Redditi. Senza queste informazioni, l’INPS non può accertare il diritto alla prestazione e applica prima la sospensione e poi la revoca definitiva della pensione.

In molti vedranno annullata la pensione – valtellinamobile.it
A questo si aggiunge il recupero delle somme erogate indebitamente negli anni passati, con un impatto economico molto rilevante per i pensionati coinvolti. Non solo la revoca della pensione mensile, ma anche la restituzione dell’ammontare totale dei fondi ricevuti e considerati ora irregolari.
La scadenza da segnare sul calendario è quindi il 19 settembre e entro questa data va completata la comunicazione dei redditi percepiti nel 2021. Se entro 60 giorni dalla sospensione non vengono forniti i dati richiesti, l’istituto procede, lasciando i pensionati senza assegno e con un debito da restituire.
Non tutte le pensioni, però, sono coinvolte, il rischio riguarda esclusivamente quelle collegate alla situazione reddituale, come quelle che prevedono l’integrazione al trattamento minimo. Stessa sorte tocca a pensioni con maggiorazione sociale, quattordicesima e alcune disposizioni relative alle pensioni ai superstiti e all’assegno ordinario di invalidità.
L’INPS ha già inviato chiari segnali d’allarme e nei cedolini di agosto e settembre è comparsa la trattenuta del 5% per mancata comunicazione dei redditi. Indicato come “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10 bis, d.l. 207/2008”, questo avvertimento serve come ultimo richiamo prima della revoca definitiva.
La soluzione per evitare la revoca è semplice, ma va messa in pratica velocemente, inviando entro il 19 settembre la ricostituzione reddituale richiesta dall’INPS. La procedura prevede l’invio dei documenti relativi ai redditi dell’anno 2021, permettendo all’istituto di verificare se le pensioni erogate sono effettivamente spettanti.
Chi invece non ha ricevuto o conservato i solleciti può recuperare le informazioni accedendo all’area personale del sito ufficiale MyINPS, per controllare il proprio stato. Infine, superata la scadenza, non ci sarà margine di errore, la pensione sarà sospesa e le somme percepite indebitamente dovranno essere restituite.

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