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Addio patente: se hai una di queste patologie puoi scordarti di guidare, non si può fare il rinnovo

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Se hai una di queste patologie potresti non vederti rinnovare la patente di guida. Ecco quali sono le ragioni, nello specifico. 

C’è un giorno, nella vita di ognuno, che resta impresso come un simbolo di passaggio: quello in cui si ottiene la patente di guida. Non si tratta soltanto di un documento ufficiale, ma di un vero e proprio lasciapassare verso l’età adulta.

Addio patente: se hai una di queste patologie puoi scordarti di guidare-valtellinamobile.it

Significa non dover più dipendere dai genitori per ogni spostamento, poter improvvisare un viaggio con gli amici, decidere in autonomia i propri orari. A livello psicologico, la patente rappresenta un potente strumento di emancipazione.

Con essa, infatti, si apre un orizzonte di libertà, di possibilità, di scelte che fino al giorno prima sembravano ancora precluse. È una conquista che rafforza l’autostima e che viene spesso vissuta come un rito di indipendenza, tanto da diventare uno dei traguardi più celebrati tra i giovani.

Eppure, proprio perché entra a far parte della quotidianità, con il passare del tempo tendiamo a considerarla quasi scontata. Una volta ottenuta, ci si abitua all’idea che guidare sia un diritto acquisito per sempre.

Non a caso, quando arriva il momento del rinnovo, la maggior parte degli automobilisti lo vive come una formalità burocratica, convinti che basti rispettare la procedura abituale per poter continuare a percorrere la strada come sempre.

Ma la realtà non è così semplice. Esistono, infatti, aspetti meno conosciuti, insidie che possono trasformare quello che sembra un adempimento di routine in un ostacolo inaspettato. Ci sono condizioni di salute che possono incidere in maniera decisiva sull’idoneità alla guida e che, in alcuni casi, possono addirittura precludere la possibilità di ottenere il rinnovo.

Rinnovo della patente: ecco le patologie che precludono l’ottenimento del documento

Guidare non è soltanto un gesto quotidiano. Per milioni di italiani rappresenta indipendenza, possibilità di lavoro, libertà di movimento. Per questo motivo il tema della sospensione della patente tocca da vicino chiunque possieda un’auto o una moto.

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Non si tratta di una sanzione legata soltanto a infrazioni del Codice della Strada, ma anche di un provvedimento che può scattare per motivi di salute, quando emergono dubbi sull’idoneità psico-fisica del conducente.

La normativa è chiara: per mantenere la patente bisogna dimostrare di avere requisiti fisici e mentali adeguati a garantire una guida sicura. L’articolo 119 del Codice della Strada prevede infatti che patologie, deficit organici o menomazioni che riducano la capacità di condurre un veicolo possano determinare la sospensione del documento.

Le malattie che possono mettere in discussione il rinnovo o la validità della patente sono diverse. Si va dai disturbi visivi, come la cataratta non correggibile, a gravi problemi di udito, passando per patologie cardiovascolari, malattie endocrine e disordini neurologici, tra cui sclerosi multipla o epilessia. Anche alcune forme di disturbi psichici, come psicosi o gravi turbe della personalità, possono essere motivo di sospensione.

Ciò non significa però che ogni diagnosi comporti automaticamente la perdita del diritto a guidare. In molti casi la Commissione medica locale valuta le condizioni cliniche del paziente e, se possibile, rilascia una patente speciale con limitazioni specifiche. È il caso, ad esempio, delle persone con diabete o con epilessia sotto controllo, che possono continuare a guidare rispettando protocolli di monitoraggio regolare.

La sospensione della patente per motivi sanitari, quindi, non è una punizione ma una misura cautelare: resta valida fino a quando l’automobilista non dimostra, attraverso certificazioni mediche, di aver recuperato i requisiti necessari.

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