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Il simbolo delle code in Lombardia: perché ogni settimana si ripete lo stesso copione

Statale36

Ogni weekend la stessa scena sulla statale36: auto ferme, tempi che si allungano e chilometri di attesa

Chi la percorre regolarmente lo sa bene: sulla SS36 non serve un evento straordinario per creare traffico, basta una normale giornata di rientro.

La Strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga collega Milano al territorio brianzolo, attraversa Lecco e prosegue verso Valtellina, Valchiavenna e Svizzera. È una delle arterie più importanti del Nord Italia e, proprio per questo, una delle più esposte alla congestione.

Ogni anno migliaia di automobilisti sperimentano lo stesso schema: venerdì sera verso nord, domenica pomeriggio verso Milano, mattine feriali in Brianza e attraversamento di Lecco diventano momenti critici quasi prevedibili.

La domanda che tutti si fanno sulla SS36: quando finiranno i cantieri

Il problema non è soltanto il numero di veicoli.

La SS36 concentra in pochi chilometri esigenze completamente diverse: pendolari che si spostano ogni giorno per lavoro, mezzi commerciali, traffico locale, turismo diretto verso il Lago di Como e flussi stagionali verso le montagne lombarde. Quando questi movimenti si sovrappongono, la capacità della strada viene rapidamente saturata.

Il risultato è noto a chiunque viva tra Monza, Lecco e Sondrio: code improvvise che si estendono anche per diversi chilometri e tempi di percorrenza che possono raddoppiare senza preavviso.


Non sono solo troppe auto: ecco perché la statale36 si blocca così facilmente

Molti pensano che il traffico della SS36 dipenda esclusivamente dal numero di veicoli, ma la realtà è più complessa.

La conformazione della strada rende il sistema particolarmente fragile. Gallerie, svincoli ravvicinati, tratti ad alta densità di traffico e punti di restringimento fanno sì che anche piccoli eventi generino effetti a catena.

Un tamponamento leggero, un’auto in avaria o una corsia temporaneamente ridotta possono trasformarsi in pochi minuti in una coda estesa per chilometri. Negli anni non sono mancati episodi in cui incidenti o lavori hanno provocato rallentamenti prolungati lungo interi tratti dell’asse stradale.

A questo si aggiunge il fattore manutenzione.

Negli ultimi anni ANAS ha avviato diversi interventi per migliorare sicurezza e condizioni della carreggiata, soprattutto nella tratta compresa tra Giussano e Civate. Lavori necessari, ma che inevitabilmente introducono deviazioni, chiusure notturne e restringimenti temporanei.

E poi c’è l’effetto più difficile da eliminare: la dipendenza del territorio dalla SS36.

Per molte aree del Lecchese e della Valtellina non esistono alternative equivalenti in termini di velocità e capacità. Questo significa che quando il traffico rallenta, una parte enorme degli spostamenti continua comunque a riversarsi sulla stessa infrastruttura.

Per chi viaggia spesso, la strategia ormai è diventata quasi una regola non scritta: partire prima, evitare gli orari di rientro e controllare la situazione del traffico in anticipo.

Perché sulla statale36 il vero problema non è sapere se troverai coda.

Spesso è capire quanto sarà lunga.

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