24 Aprile 2024 02:13

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Senza i commercianti non c’è turismo

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Nell’oceano di post che circolano sui social, spesso insignificanti, ne abbiamo letto uno che ci ha colpito ma che non consente di individuarne la fonte. Al netto di questo aspetto, e di alcuni contenuti che esulano dalla linea editoriale di Valtellina Mobile e che quindi vengono tagliati, ci sembra giusto riprendere e veicolare con un titolo, questo sì forte: “senza i commercianti non c’è turismo”.

Il commerciante è un lavoratore che non chiede niente a nessuno. Impegna i propri capitali, il proprio tempo, rischia in proprio, non chiede uno stipendio, né indennità per malattia, maternità, ferie quando resta chiuso, nessuno gli paga le giornate perse.
Il commerciante mantiene i quartieri vivi, i marciapiedi puliti, le zone presidiate, la città più sicura. Quando i negozi chiudono subentra il degrado.
Il commerciante svolge una funzione sociale, in paesi o quartieri lontani dal centro chi ha difficoltà a muoversi come gli anziani, ha la possibilità di avere almeno i generi di prima necessità grazie al negozio di quartiere.
Per anni la politica ha accusato il piccolo commercio di provocare l’evasione in Italia, quando in realtà con gli studi di settore si sa benissimo quanto uno guadagni.
Fra tasse, assicurazioni, oneri diretti e indiretti, costi di transazione dei POS e balzelli vari gli viene richiesto il 70% di quello che guadagnano.
Senza contare la concorrenza sleale di chi vende in internet appoggiandosi su paradisi fiscali.
Quindi non c’è da stupirsi se le città diverranno sempre più grigie a causa delle tante serrande abbassate.

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