La prescrizione per le bollette di luce, gas e acqua


Quando si prescrivono le fatture di energia elettrica, gas e acqua? Fino a quando i fornitori hanno il diritto di pretendere che vengano pagati i consumi fatturati?
Ovviamente per le bollette che vengono recapitate con regolarità (di solito bimestrali) non sorgono problemi in questo senso.

Bollette morose: cosa succede dopo il mancato pagamento

Il caso si riferisce alla situazione nella quale un fornitore non fattura per tanto tempo al cliente oppure, ed è un’ipotesi che ha una certa frequenza, emette fatture solo su consumi presunti per conteggiare il consumo effettivo e richiederne il pagamento solo a distanza di tempo.
In sintesi fatture di conguaglio per periodi maggiori di due anni.
Esiste in tal senso un limite temporale fissato dalla legge, una forma speciale di prescrizione (quella ordinaria è decennale) che tutela i consumatori, limitando questa richiesta a due anni (prima erano cinque).

Quante bollette non pagate servono per il distacco utenza?

La prescrizione, come previsto dal codice civile, prevede che trascorsi un certo numero di giorni di inerzia da parte del titolare del diritto, questi non può più pretendere nulla.
Ovviamente esistono delle eccezioni alla prescrizione ordinaria, che è di cinque anni per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.

La nuova prescrizione per gas, acqua e corrente è stata introdotta recentemente e si applica alle fatture la cui scadenza è successiva a 1° marzo 2018 per l’energia elettrica, 1° gennaio 2019 per il gas, 1° gennaio 2020 per l’acqua.
La prescrizione breve non si applica qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da responsabilità accertata dell’utente.

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