Mercoledì 08 dicembre 2021

Olimpiadi in Valtellina, saremmo pronti?

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Non passa giorno che lo slogan delle Olimpiadi (anche) in Valtellina venga tirato in ballo da più fronti. Ma se un vero e proprio dibattito sul tema non è nemmeno partito, sono infatti troppo deboli di rappresentanza locale le istanze di chi non le approva (stiamo comunque parlando di ipotesi), sembra anche che ci si voglia fermare alla superficie della questione, legandola esclusivamente a nuove strade e infrastrutture: insomma alla parte “hardware”.
Anche per questo, forse, è il caso di porsi delle domande. E cercare di capire, se possibile, se saremmo pronti nel 2026.
E non sul fatto che gli eventi a cinque cerchi, che si chiamano “Milano e Cortina”, coinvolgerebbero anche la valle in parte del programma e che quindi grazie a questo si risolverebbero problemi attesi da anni in provincia di Sondrio. Che poi in un paese normale le Olimpiadi dovrebbero essere utili alla promozione delle località, evitando di essere la panacea di tutti i mali o, peggio, necessarie come il Giro d’Italia per rifare gli asfalti (anche se in parte è una leggenda) o risolvere questioni viabilistiche.
Non ci interessa sapere il perché in altre nazioni c’è il fuggi fuggi generale dall’organizzare l’evento. La domanda fondamentale è un’altra, e riguarda il “software” locale.
La Valtellina possiede il capitale umano in grado di far parte di tale asset? Abbiamo una classe dirigente con curriculum, studi, esperienze professionali e capacità di questo livello che abbiano anche mercato fuori dai confini provinciali atti a gestire l’evento sportivo, seppur invernale e parziale, probabilmente più importante del pianeta?
Le manifestazioni organizzate in provincia di Sondrio sono state capaci di creare professionalità all’altezza e un modello di gestione ed esperienze utili in tal senso? 
Non si deve mai smettere di sognare, e le Olimpiadi sono un sogno, ma bisogna anche avere sempre presente i propri limiti prima di passare dagli slogan alle responsabilità. Soprattutto quando di mezzo ci sono i soldi dei contribuenti. 
Altrimenti tutte le vendemmie sono eccezionali, la valle è la più bianca d’inverno e la più verde d’estate.

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