20 Giugno 2024 23:44

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Due bandiere verdi Legambiente in provincia di Sondrio

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bandiere verdiNotizie Legambiente

Alpi sempre più green, attente alla sostenibilità e all’innovazione. A testimoniarlo è lo sprint nel 2024 delle bandiere verdi, il riconoscimento che Legambiente assegna ogni anno all’arco alpino, che arrivano a quota 23, registrando un +15,7% rispetto al 2023 (erano 19). Vessilli green che hanno per protagonisti comunità, territori, cittadino, associazioni e amministrazioni capaci di puntare su sostenibilità e innovazione dando un nuovo futuro ai luoghi montani, minacciati da crisi climatica e spopolamento abitativo. Il Piemonte, si conferma per il sesto anno consecutivo, re indiscusso di buone pratiche con 5 bandiere green, seguito da Valle D’Aosta, Lombardia, Veneto, con rispettivamente 4 bandiere, da Veneto e Friuli Venezia Giulia, con 3 bandiere a testa, e poi da Trentino, Alto Adige, e Liguria, tutti con una bandiera.

LA BANDIERA VERDE DI LEGAMBIENTE A CASTELLO D’ACQUA

Bandiere verdi Lombardia

Lombardia, 4 bandiere verdi: dalla Valchiavenna con sei realtà premiate per il recupero dell’agricoltura montana e la valorizzazione delle varietà agronomiche locali alla società Economica Valtellinese, a Sondrio (SO), per i percorsi formativi Montagna 4.0 – FUTURe ALPS. Dal Museo del latte di Vendrogno, a Bellano (LC), alla cooperativa Sociale Eliante Onlus, Coldiretti Bergamo, WWF Italia e WWF Bergamo-Brescia, Parco Orobie Bergamasche (e Parco Mont Avic-AO) per aver avviato azioni concrete di miglioramento della convivenza tra allevamento e grandi predatori.

Comunità Montana della Valchiavenna, Asfo di Piuro, Consorzio Forestale di Prata, Associazione Amici della Val Codera, Associazione Patate di Starleggia e Amici della Patate di Starleggia, Asfo di Fraciscio 

Motivazione – Per il recupero dell’agricoltura montana e la valorizzazione delle varietĂ  agronomiche locali ai quali ciascuno dei sei attori collettivi della Valchiavenna sta efficacemente contribuendo in quanto tasselli di un unico mosaico.

Comunità Montana della Valchiavenna: per tutte le iniziative volte a scoprire e valorizzare l’agrobiodiversità locale, come ad esempio la collaborazione con l’Università di Pavia attraverso i  progetti PSR Resilient e PSR Valore, svolti sempre nell’ottica di far rete con altri attori territoriali. Da questi studi sono emerse alcune varietà antiche quali la patata di Starleggia e il mais rostrato. La Comunità Montana inoltre è tra i tre enti italiani aderenti alla Missione Europea sull’Adattamento del Cambiamento Climatico.

Asfo di Piuro: ha recuperato 4 ettari di terrazzamenti sotto il nucleo montano di Savogno, piantando circa 6000 nuove barbatelle, con il consenso di 385 proprietari ora soci. Sempre su terreni abbandonati coltiva il luppolo e produce birra (propria ricetta).Sta valorizzando il marrone di Santa Croce del quale ha fatto produrre circa 300 innesti diffondendoli sul territorio. È stata avviata un’analisi genetica dell’Università di Parma per capire se il marrone di Santa Croce è effettivamente un’endemicità della Valch. Sempre per quanto concerne la filiera della farina di castagne e del luppolo organizza il Gran Premio Nazionale della Birra di Castagna e svolge corsi di castanicoltura.

Consorzio Forestale di Prata: per il recupero delle selve castanili, iniziato già a partire dagli anni 2000, con varietà locali chiamate “Bunèla”,“Grussulée”, “Gulpàt”, “Vardée”,“Marrone”, prime e al momento uniche in Lombardia, ad essere iscritte all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità Agricola e Alimentare. Il Consorzio partecipa a 6 importanti progetti, con enti locali e istituti di ricerca per approfondire le conoscenze del mais rostrato di Valchiavenna, degli alberi di noce e dell’orzo.

Associazione Amici della Val Codera: per il suo costante impegno, più che quarantennale per il mantenimento del paesaggio anche coltivando piccoli campi terrazzati e in quanto custode di varietà di mais e fagioli riconosciute come “obsolete di Codera” dall’Università di Pavia. Con le sue molteplici attività attrae un turismo lento che mantiene e valorizza la storia e le tradizioni locali.

Associazione Patate di Starleggia e Amici della Patate di Starleggia: la prima ha recuperato circa 1000 mq di campi abbandonati di questa varietà locale e ha stimolato le persone del posto a ricoltivarla. Infatti è poi nata l’associazione Amici della patata di Starleggia che tuttora ne coltiva 600 mq. È presente anche una serra per produrre il seme.

Asfo di Fraciscio: prima Asfo riconosciuta a livello regionale. Ha ridato spazio al pascolo contrastando l’avanzata del bosco e la sua presenza è un incentivo per il ritorno di allevatori, infatti dei circa 60.000 mq di pascoli gestiti inizialmente ora una parte è affidata ad un contadino. Esempio virtuoso anche dal punto di vista sociale: è stato possibile crearla per la presenza di una comunità coesa e il suo operato è a sua volta di stimolo per la comunità.

SocietĂ  Economica Valtellinese

Motivazione – I percorsi formativi “Montagna 4.0 – FUTUReALPS”, progettati ed attuati da SocietĂ  Economica Valtellinese con il sostegno di numerosi partner che da alcuni anni mirano a costruire negli studenti delle aree alpine la capacitĂ  di immaginare e di creare un futuro sostenibile sfuggendo alla logica della marginalitĂ  e a quella della monocultura turistica.

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