Ottobre 2, 2022 08:03

Bus senza bici e non solo

Una provincia che si vuole definire turistica, a prescindere dalle Olimpiadi del 2026, che avranno un prima e, soprattutto, un dopo, quando non ci si potrà più nascondere dietro l’evento, non può avere un servizio di trasporti pubblico come quello odierno della Valtellina.
Della circolazione ferroviaria interrotta fra le stazioni di Colico e Tirano questa estate si è detto tutto e il contrario di tutto, compresi i prossimi 500 giorni di blocco che Valtellina Mobile ha dato come notizia in anteprima e che gli amanuensi hanno fatto propria.
Ma anche sul trasporto su gomma i margini di miglioramento sono altrettanto ampi. E non parliamo di mezzi (parco macchine) o personale, che opera in condizioni a dir poco complicate a causa di un deficit infrastrutturale che si trascina dalla notte ei tempi. E a un traffico che si congestiona proprio quando servirebbero più trasporti pubblici. Sui bus sostitutivi, infatti, non possono essere caricate le bici, rendendo se non inutili poco ci manca gli investimenti pubblici sul comparto a carico della collettività.
La mobilità slow in provincia di Sondrio non esiste, gli orari dei mezzi sono quasi sempre del tutto inadatti a indurre il turista a venire (e tornare) con i mezzi pubblici.
Poi se ci mettiamo anche le condizioni in cui capita di trovare i bus, come ci ha raccontato un lettore iscritto alle news su Telegram questa mattina sulla tratta Teglio – Sondrio, non c’è di che rallegrarsi. Ovviamente incidenti e vandali fanno, purtroppo, parte del (quasi) quotidiano. Ma quando si aggiungono al resto le lamentele dei turisti non cesseranno con qualche slogan.

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