Giovedì 09 dicembre 2021

Arriveranno prima i pizzoccheri 100% Valposchiavo o Valtellina?

Condividi





locandine valtellina Verrebbe da dire che per una volta l’erba del vicino non è più verde. Se parliamo di Svizzera, in questo caso Canton Grigioni, nello specifico Valposchiavo, su una cosa, ma il discorso si può fare come Italia rispetto ai paesi “tedeschi” in generale, non c’è confronto: l’enogastronomia.
Se invidiamo agli elvetici ordine, cura del paesaggio, rispetto della natura ed efficienza amministrativa e burocratica, al netto dei miglioramenti recenti, quando si parla di cibo, siamo noi italiani i maestri.
Tanto che, è una provocazione sia chiaro, la lettera aperta di Diego Rinallo, Professore della EM Lyon Business School, pubblicata su Il Bernina, dal titolo “La sfida dei pizzoccheri 100% Valposchiavo“, apre sicuramente una discussione. Dove si parla di “piatto iconico della Valle”. E pone qualche domanda.
Se ai valtellinesi potete toccare tutto, tranne i pizzoccheri, questo prodotto tipico che, al di là di riconoscimenti IGP per i prodotti industriali che nulla aggiungono al legame degli stessi con la Valtellina, è, o meglio dovrebbe essere indissolubilmente legato al nome della provincia di Sondrio.
E quindi a nessuno dovrebbe, o potrebbe, venire in mente di legarlo ad altri territori. Ma fino a quando i pizzoccheri non saranno 100% Valtellina, purtroppo, non ci si potrà scandalizzare se a Bergamo un pastificio si oppone al marchio IGP o gli amici della Valposchiavo vorranno magari realizzarne una versione con il loro marchio. Che non deve sottostate all’Unione Europea tra l’altro.
Gli ingredienti dei pizzoccheri sono relativamente pochi. Cucinarli con solo prodotti italiani aumenterebbe il prezzo al ristorante di circa 1-2 €. Utilizzando solo materie prime valtellinesi si salirebbe di 2-3 € a piatto.
I pizzoccheri che si mangiano oggi (quasi) ovunque in provincia di Sondrio sono ovviamente buonissimi. Negarlo perché non sono 100% Valtellina ha poco senso. Basta leggere gli ingredienti usati a Poschiavo. Ma parlare in modo ripetitivo di tipico, quando lo è solo in parte, mentre il mercato chiede più informazioni, maggiore qualità e trasparenza nell’origine dei prodotti, potrebbe essere un boomerang.
Senza contare che sarebbe un balzo in avanti comunicativo e anche etico non indifferente. Che magari faranno altri.
Le news su WhatsApp e Telegram



Ultime notizie