100mila metri cubi di neve da smaltire in inverno a Livigno


Il Comune di Livigno da sempre deve affrontare la problematica legata allo sgombero e smaltimento della neve e le difficoltà di individuazione di un’area sufficientemente ampia sulla quale depositarla.

In caso di precipitazioni nevose in passato si provvedeva alla pulizia delle strade del paese raccogliendo la neve e depositandola in un unico punto di conferimento. La neve veniva depositata in fregio al lago di Livigno, unico luogo in grado di accogliere la gran quantità di neve rimossa che, a volte, andava ad occupare anche le confinanti sponde di proprietà svizzera.

Recentemente si è quindi posta la necessità, a fronte della notevole quantità di neve che interessa il paese (60/100mila metri cubi), di individuare altri punti di conferimento con le caratteristiche di dovere essere facilmente raggiungibili dai mezzi, avere notevole capienza e consentirne l’utilizzo continuativo. L’area precedentemente a disposizione, posta nelle vicinanze del lago, non risultava sufficiente a sopperire alle necessità di tutta la stagione invernale.

L’art. 214 bis del T.U. Ambiente qualifica la neve non come rifiuto e la problematica di cui si tratta è correlata alla presenza dei residui all’interno della neve movimentata. La neve rimossa può contenere rifiuti urbani indifferenziati e rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade. Gli alvei di torrenti, fiumi o laghi non rappresentino la posizione ideale per collocare la neve con tali residui, per i conseguenti danni all’ambiente circostante. Le imprese che gestiscono l’area di deposito della neve devono provvedere, man mano che si scioglie, alla pulizia, con ripulitura finale in primavera.

Al fine di preservare dall’inquinamento sia il lago, sia le aree utilizzate per il deposito della neve, è stato necessario adottare alcune tecniche e precauzioni. La soluzione individuata nella passata stagione invernale ha consistito nel reperimento di terreni privati per i quali si ha avuto il consenso da parte dei proprietari, di circa 20.000 mq., arginati per la maggior parte del perimetro da infrastrutture e barriere naturali che da una parte evitano il contatto diretto della neve con i corsi d’acqua e con il bacino artificiale, dall’altra impediscono il diffondersi di eventuali sostanze inquinanti. ARPA Lombardia ha accolto positivamente la soluzione del nuovo deposito consigliando un’analisi su campioni di terreno prelevati in posizioni diverse, al fine di verificare i risultati tra la situazione prima e dopo il deposito della neve.

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